“Marmellata di prugne” di Patrizia Fortunati

 01 Prezzo di copertina 15,00 euroEditore Ali&No (collana Le maree)Data di uscita aprile 2013

166 pag – brossura

“Capire. Serve a pareggiare i conti col passato, a non lasciare conti aperti che toccherà poi ad altri pagare. Serve a crescere, anche a novant’anni. Serve a cogliere i perché che ti hanno condizionato o peggio rovinato la vita. Capire è necessario per imparare a perdonarsi. E per morire bene”.

Lyudmila, la protagonista del romanzo di esordio di Patrizia Fortunati, è una filiforme signora di novanta anni che, nella intimità della sua modesta casa, in una regione isolata della Bielorussia, si siede al tavolo e si appresta a gustare la sua marmellata di prugne su di una fetta di pane nero accompagnata da una tazza di the. Ricorda la sua vita e la narra in prima persona ad un lettore che, la sapiente ed accattivante scrittura della autrice, riesce idealmente a far sedere a quel tavolo per ascoltarne il racconto. La sua memoria intatta, rievoca  episodi e sentimenti. E’ nel medesimo tempo risorsa e condanna. Lyudmila nasce nel 1986 in una regione della Bielorussia diventata a tutti nota per il disastro nucleare di Cernobyl. Abita a pochi chilometri in linea d’aria da quella cittadina in una campagna povera, i cui abitanti sono vittime predestinate ed inconsapevoli in quanto non correttamente informati. Ha sette anni quando entra a far parte di un programma di “vacanza terapeutica” che le consente di trascorrere in Italia due mesi estivi in una famiglia che la ospiterà per dieci anni consecutivi, fino a quando la sua maggiore età sarà elemento di esclusione da tale progetto. Finalità di tale periodo la disintossicazione da radiazioni, ma diventerà per Lyudmila anche un altro tipo di disintossicazione e di iniziale periodo di consapevolezza. L’amore, le attenzioni e gli aiuti concreti che i suoi italiani le daranno, andranno a risanare grandi dolori di bambina e sostenerla nelle sue scelte di donna. Magnifici sono i personaggi sia maschili che femminili. In particolar modo i ritratti dei due uomini amanti da Lyudmila. Il primo scelto per amore con il quale avrà due figlie, ma che si rivelerà esattamente come il padre: alcolista e violento. Il secondo sposato per interesse, ma poi amato intensamente paradossalmente dopo la sua morte che le farà capire che ci sono dolori che possono annientare, condannando chi sopravvive a pene peggiori di chi muore. Emerge prepotente e, credo, voluto una disamina sul concetto autentico di madre attraverso le differenti figure femminili descritte. Prima fra tutte la mamma della famiglia che la ospita in Italia. Da lei imparerà che esiste un dialogo di affetti tra una madre ed una figlia fatto principalmente di semplici ed amorevoli gesti quotidiani come un sorriso, uno sguardo o una carezza. Cosa che la sua madre naturale non le darà mai. Una donna ancora giovane, ma derelitta nel fisico e nella mente. Indurita ed inaridita dall’assenza di amore. Lyudmila arriverà anche ad odiarla e a condannarla per un atto, ai suoi occhi di bambina, atroce. Ma un’altra donna, Anna, responsabile di un istituto nel quale Lyudmila ritroverà una persona a lei cara, le darà modo di riflettere sul concetto di casa, di amore e di cure materne. Lyudmila prenderà, così, consapevolezza che sua madre naturale era  stata una persona capace di amare, ma incapace di comunicarlo. Altre figure femminili permetteranno alla protagonista di avere modelli positivi di identificazione e determinanti per la sua formazione di donna e madre. Tutti questi incontri e queste esperienze, oltre ad un affetto costante ed inesauribile da parte dei suoi italiani, permetteranno a Lyudmila di continuare ad alimentare la sua incessante voglia di capire per divenire. Poetico e suggestivo, oltre che rappresentare un ideale “cordone ombelicale” con la madre, e il colore rosso di tre elementi chiave nella narrazione: un rossetto, dei fiori su un vestito e dei fiori su di una tomba. Altro elemento di grande rappresentatività è una croce le cui mani di Lyudmila si avvinghiano e simbolo di perdita e sofferenza, che saranno per lei una stretta d’amore! Il dolore come strumento di cambiamento e di comprensione. Un aspetto peculiare è la voluta ripetitività di alcune frasi e passaggi che vengono ripresi più volte nella narrazione. Apparentemente potrebbero disturbare, ma bisogna ricordare che i ricordi riportati sono di una signora di una certa età ed è consuetudine, ad una certa età, essere ripetitivi, ridondanti come per rafforzare il concetto, o cercare di trattenerlo a lungo. Una finezza stilistica che ho apprezzato e che dà valore aggiunto al romanzo.

Ottimo esordio di Patrizia Frotunati che possiede uno stile semplice, scorrevole, efficace e una peculiare abilità nel tratteggiare personaggi con pochi elementi facendo emergere caratteristiche umane che permettono al lettore di identificarsi e di interrogarsi sul proprio agire ed essere. Alla fine ho mangiato io quella fetta di pane nero con la marmellata di prugne ed il sapore dolce ed aspro che ne ho ricavato è stato intenso, come la vita di Lyudmila. Ho immaginato il suo sorriso e la sua mano che sfiorava il mio viso dolcemente. La memoria di una vita è patrimonio prezioso per la formazione di nuove vite. Luydmila lascia in eredità ad ogni donna la speranza di pensare che “Manca poco ormai alla mia fine. Scalda il cuore sapere che sopravviverò alla mia morte in due donne che hanno saputo fare scelte forti e coraggiose, meritando una vita diversa dalla mia. Le mie figlie, il mio riscatto verso la vita. Ed è infinitamente bello e consolante sapere che continuerò a vivere nei ricordi della vostra famiglia, ricordi che, da i miei italiani, hanno già attraversato cinque generazioni.

Brevi note biografiche dell’autrice:                                                                                              Nata a Terni nel 1972. Laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Perugia. Ha lavorato per anno come direttrice del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Terni e per i successivi dieci anni come consulente del Comune di Terni per le politiche sociali.

Recensione di PaolEtta (ettina71)

Annunci

Informazioni su Il libro del martedì

Il blog della pagina FB "Il libro del martedì"
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a “Marmellata di prugne” di Patrizia Fortunati

  1. Bella recensione. Questo libro sembra veramente interessante. Bella anche l’idea di iniziare a narrare nel futuro, allontanando ancor di più il passato dall’oggi.

  2. Pingback: Intervista all’autrice Patrizia Fortunati | IL LIBRO DEL MARTEDI'

  3. Pingback: “Marmellata di prugne” di Patrizia Fortunati | IL LIBRO DEL MARTEDI'

  4. Pingback: “Marmellata di prugne” di Patrizia Fortunati | IL LIBRO DEL MARTEDI'

  5. Pingback: “Trecento secondi” di Patrizia Fortunati | Il Libro del Martedì

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...