“Vetro” di Giuseppe Furno

Vetro è il romanzo di esordio di Giuseppe Furno, uscito i primi di gennaio di questo 2013, edito Longanesi (prezzo di copertina 18,60 euro, p. 776 inclusi ringraziamenti, cartonato). Questo autore lo si può definire “uomo di scrittura” non solo per la sua affermata carriera di sceneggiatore, ma, specialmente, per la sublime maestria del suo stile, semplice e raffinato che evidenzia la totale padronanza di questa complessa quanto incantevole arte.

1Viene inquadrato nei romanzi storici, ma dopo aver completato la lettura credo che in tanti considerino questa “etichetta” riduttiva. Certamente l’ambientazione ha una precisa e documentata collocazione: una splendida Venezia rinascimentale. La vicenda si apre la notte tra il 13 ed il 14 settembre del 1569 e coprirà circa un periodo di tre anni, fino alla battaglia delle Echinadi (meglio nota come battaglia di Lepanto ottobre 1571). La narrazione è fatta in terza persona, il protagonista della intera vicenda un giovane avvocato, Andrea Loredan, secondogenito del Doge che assisterà dalla finestra della sua camera alla spaventosa esplosione dell’arsenale di Venezia proprio in quella notte. In realtà l’incanto e la complessità dell’impianto narrativo è nella possibile individuazione di tre personaggi, direi, coprotagonisti: il già citato Andrea, Sofia una giovane donna del popolo e un misterioso quanto sorprendente “vecchio”. Le vicende di questi tre personaggi, a volte narrate separatamente, si intrecciano dando vita ad una trama ulteriormente impreziosita da tante figure minori che, a mio avviso, costituiscono perle di questo romanzo. Un enigma sarà perno attorno al quale tutta la vicenda si snoderà, ovvero una misteriosa lettera che Andrea Loredan riceve qualche giorno prima dell’esplosione dell’arsenale da parte della Badessa dell’ordine della Celestia che lo invita ad una udienza privata. Quel incontro avverrà quella stessa notte nella quale il giovane si precipiterà nelle calli della sua città per dare aiuto ai feriti e cercare di comprendere la vera ragione dell’accaduto. Proprio nel mentre cercherà di soccorrere le suore dell’ordine avrà modo di udire le frammentarie ed enigmatiche parole che la Badessa gli rivolgerà un con filo di voce “cerca senza paura… nelle gemme del cielo… e nell’anima troverai … la verità…” Nella spasmodica ricerca di quella “verità” Andrea sarà obbligato a far ordine nella sua vita, nei suoi affetti e a risignificare i suoi ideali di giustizia e di politica.

2La lettura di questo libro inizialmente mi ha spaventata per mole ed argomento. I romanzi storici ho sempre molto timore a sceglierli viste le mie ataviche nozioni scolastiche e la mia scarsa preparazione umanistica. Tuttavia dopo le prime quaranta pagine, e grazie al supporto di un buon libro di storia del rinascimento e di una cartina di Venezia, non vedevo l’ora di potermi dedicare in assoluta tranquillità e silenzio alla lettura di “vetro” alla sera. L’autore mi ha incatenata alle sue parole, portandomi per mano nell’ epoca di quella Venezia in parte ricostruita attraverso la una sua personale ed accurata documentazione storico-artisitica, che si è resa necessaria (ed è evidente) per la  stesura  di questo immenso lavoro. Ho visitato tre volte Venezia, ma solo dopo aver letto questo libro posso dire di averla non solo realmente vista, ma ascoltata, annusata… percepita con ogni senso. Credo che la vera protagonista di questo romanzo sia proprio Venezia. Un omaggio quello di questo autore romano ad una delle più belle città del mondo e al suo patrimonio artistico culturale. Una Venezia autentica quella descritta, che lo stesso autore ha imparato a conoscere con il tempo e nel rimanervi per mesi e grazie alla guida di un amico maestro vetraio oltre che ad altri veneziani (come riportato nei ringraziamenti).
Non è solo un romanzo storico perché è un grande romanzo d’amore, di formazione, di scoperta, di enigmi… Tanti i generi e ciò lo rende un libro adatto ad ogni lettore ed in grado di  appagarne sia gusti che aspettative.
Altri due elementi mi hanno ulteriormente colpita. L’omaggio alla filosofia di Platone che ho ritrovato nella costruzione in quattro parti del libro (fuoco, acqua, terra ed aria) e nell’uso della numerologia che richiama proprio la seconda parte del Timeo (struttura della materia). L’omaggio al valore dei libri. Infatti vi è una ampia parte dedicata alla celebrazione dei librai di questa città e all’arte della stampa che credo pochi conoscano della tradizione veneziana. Celebrato il messaggio “i libri come strumento per la ricerca della libertà  e non della verità”. Leggere per comprendere, apprendere per poi divenire!   Infine il vetro. Quando si parla di Venezia gli elementi che la rappresentano in tutto il mondo sono tanti: gondola, campanile di S. Marco, i ponti (Rialto in particolare), il vetro dei manufatti di Murano… Frammenti di vetro sono presenti, con una differente rappresentazione, in vari momenti narrativi e costituiscono il filo rosso di tutta la trama. Vetro è anche la vita del protagonista che diviene tale attraverso questa vicenda.
Un romanzo straordinario! Una grande opera di Giuseppe Furno. I miei gusti in termini di preferenza per i romanzi storici rimangono immutati, con la sola eccezione per i prossimi romanzi di questo SCRITTORE!

Recensione di Paola (ettina71)

Non perdetevi l’intervista all’autore fatta da Ilaria: qui

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3 risposte a “Vetro” di Giuseppe Furno

  1. Monica Vincenzi ha detto:

    Bellissima recensione !!!!! Son completamnete d’accordo !!!!!
    Monica Vincenzi

  2. Pingback: Giuseppe Furno presenta Vetro alla Feltrinelli di Parma | IL LIBRO DEL MARTEDI'

  3. Pingback: Prossimo Hangout: Giuseppe Furno | Il Libro del Martedì

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