Hangout con Robin Sloan e “Il segreto della libreria sempre aperta”

“Il segreto della libreria sempre aperta”, attualmente ai primi posti delle classifiche di vendita, si preannuncia uno dei grossi bestseller dell’estate. Già caso editoriale negli Stati Uniti, dove incontra per la prima volta la carta stampata nell’Ottobre 2011, finalmente arriva in Italia edito da Corbaccio.
Un romanzo che, intrecciando con passione e ironia la storia della carta stampata e le più moderne tecnologie, trae ispirazione dalla vita e dalle passioni del suo eclettico autore. Robin Sloan, ex manager di Twitter, appassionato di lettura, design e tecnologia, è attualmente uno scrittore a tempo pieno e ama definirsi media inventor. Ma noi, come al solito, volevamo saperne di più.

Lo abbiamo cercato e vi avevamo avvisati per tempo. Se anche stavolta vi siete persi l’hangout con l’autore, non vi scusiamo, ma vi lasciamo un modo per rimediare.
Se avete intenzione di leggere il libro (non temete, nessuno spoiler all’orizzonte), se l’avete letto e volete saperne di più sull’autore, se semplicemente siete ansiosi di dare un volto a Robin Sloan, questo è il video giusto per farlo:

Un ringraziamento speciale va ai nostri gentilissimi traduttori Lisa e Daniele,  accorsi in aiuto per abbattere le barriere linguistiche in quella che si è dimostrata una serata in ottima compagnia. E sì, un Negroni ci sarebbe stato bene.

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Informazioni su Il libro del martedì

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5 risposte a Hangout con Robin Sloan e “Il segreto della libreria sempre aperta”

  1. Giovanni Arduino ha detto:

    Buongiorno.
    Ho apprezzato la vostra videochat con Robin Sloan. Molto interessante.
    Essendo il traduttore italiano del romanzo (non solo del suo, anzi) e uno scrittore “a tutto tondo”, sono curioso di sapere quali pecche attribuireste alla fantomatica “prima parte” del libro (le prime dieci pagine? venti? trenta? cinquanta? cento?). Perdonate l’appunto, ma secondo la mia modesta opinione parlare di percezioni e/o impressioni in generale (e perdipiù sulla base del testo italiano) serve davvero a poco. Pensate, per esempio, che c’è chi ha amato tutto l’incipit per poi ritenere meno valido il finale. E un’ultima domanda: avete letto il romanzo in originale? Perché, in effetti, la sezione iniziale è giocoforza più esplicativa e tecnica, mentre la seconda più “libera”, giocosa e fantastica. E, si sa, un traduttore non riscrive. Interpreta con il suo gusto e un occhio allo spirito dell’autore, ma non riscrive. Mai.
    A presto, buon lavoro.

    • Salve Giovanni, innanzitutto ti ringrazio del commento, è sempre interessante avere un tipo di confronto del genere, penso che sia costruttivo e possa insegnare molto.
      Parlo per me, visto che i lettori del libro sono stati tanti e ognuno ha la sua idea in merito. Ho avuto modo di sfogliare entrambe le versioni, in italiano e in lingua originale, e l’osservazione che mi sento di fare è che la versione italiana usa molte coordinate e tante parole, mentre lo stile dell’autore sembra più singhiozzante, la traduzione è più discorsiva di quanto non sia l’originale, dove lo stile è quasi telegrafico (trattini, poche parole, frasi brevissime). Le lingue sono ovviamente diverse e naturalmente rendere il senso esatto di una frase è la priorità rispetto a una traduzione letterale che non piace a nessuno, ma non si dovrebbe cercare di mantenere il ritmo, la musica del testo originale, per quanto possibile? Insomma il testo in italiano è più poetico di quello in inglese e proprio perché la prima parte è più tecnica salta più all’occhio.
      Questo per rispondere alla tua domanda sulla “impressione generale”. Perché di domande ce ne sarebbero tante, e fortunatamente si avrà modo per sviscerarle in Hangout.

  2. Giovanni Arduino ha detto:

    Chiara (?), ci sono tanti modi per rendere in italiano il ritmo di un testo (poniamo) inglese, ma uno di questi non è certo seguirlo pedissequamente. Comunque, lo stile di Sloan NON E’ singhiozzante (“ruptus”?) ma deve molto al flusso di coscienza tipico dei blog, come notato da più parti e da lui stesso riconosciuto. Ho accettato l’idea dell’hangout per chiarire (anche) questi punti. Rimango però convinto che prima di sottolineare ripetutamente a un autore straniero presunti difetti di una traduzione sarebbe buona norma essere sicuri e convinti di ciò che si dice, con tanto di pezze d’appoggio, per evitare spiacevoli incomprensioni. E per ultimo: se si vuole intervistare qualsiasi scrittore, italiano o straniero, è sempre cortese informarne la casa editrice (in questo caso, la Corbaccio).
    A presto.

    • Sì, Chiara, ho sbadatamente dimenticato di firmarmi.
      In effetti la parola che ho usato, singhiozzante, è forse un po’ poco adatta, a volte uso termini che fanno parte del lessico che uso tutti i giorni per lavoro, in modo improprio, in altri campi. Ma il messaggio, che resta lo stesso, mi pare tu l’abbia recepito.
      Per quanto riguarda la questione del parlare all’autore della traduzione, credo che un lettore possa esprimere qualsiasi perplessità in merito a un libro con il suo autore, soprattutto considerato che la questione nasce da una domanda mossa all’autore da chi lo streaming lo seguiva in diretta, e questo è il punto fondamentale della nostra attività.
      Per la casa editrice non mi pronuncio, sarebbe soltanto una replica di quello che Paola ti ha già scritto, ci muoviamo sempre con estrema trasparenza e correttezza.

      Chiara

  3. Etta ha detto:

    Giovanni, sono Paola. Ti ho contattato in mattinata. Non ho ancora avuto modo di mandarti mail. Grazie per lo scambio ed aver accettato l’hangout di lunedì. Per i dettagli avremo modo di parlarne. Rispondo solo alla tua ultima osservazione. Noi procediamo con grande correttezza. Infatti prima di ogni iniziativa informiamo la casa editrice. Tuttavia non abbiamo la mail del addetto stampa che segue personalmente l’autore e l’edizione (se un libro non ci viene “affidato”) quando scegliamo noi una nuova uscita. Ho contattato Corbaccio edizioni con la mail “generica” del loro ufficio stampa e ho chiesto al loro profilo fb un riferimento più e più volte, senza alcuna risposta (neppure una cortese frase di circostanza). Come vedi il nostro agire trasparente e corretto! La critica che è stata fatta all’autore è da parte di noi lettori. Non siamo gli unici ad aver avuto questa impressione. Ecco perché il confronto con te è sicuramente importante per dirimere ogni dubbio e cercare di comprendere e chiarire. A presto! Un abbraccio (Paola)

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