“Il male dentro” di MariaGiovanna Luini

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(anno 2013 – p.264 – prezzo di copertina 16,00 euro – ed. CAIRO)

“Il male dentro” è il sesto libro della scrittrice MariaGiovanna Luini (pseudonimo di Giovanna Gatti) uscito alla fine di marzo di questo 2013. Per comprendere a pieno le tematiche di questo romanzo trovo necessario citare alcune brevi note biografiche dell’autrice che è scrittrice, ma anche medico e comunicatore scientifico dello IEO di Milano. Queste tre “nature” dell’autrice (scrittrice, medico e comunicatore scientifico) in questo libro, a mio avviso, trovano sublimazione. Infatti è proprio la sua quotidiana attività in questo istituto che viene traslata nelle pagine e vicende del suo ultimo lavoro.

La protagonista è Barbara, una giovane ed avvenente specializzanda all’ultimo anno in chirurgia generale che decide di fare tirocinio nel dipartimento di senologia di un istituto all’avanguardia nella ricerca e cura delle malattie oncologiche. Viene descritto un microcosmo dove si intrecciano le vicende umane e professionali di pazienti, medici, personale paramendico, amministrativo e dei loro parenti rappresentandone ed indagandone le dinamiche più intime. L’abilità della scrittrice è quella di far sì che il lettore non si cali nei panni della protagonista, ma le sia accanto nel suo quotidiano formarsi. E’ anche lui in ambulatorio mentre la dottoressa Anna, mentore di Barbara, le insegna l’arte della visita che consiste prima di tutto nell’ascolto della paziente che confida aspetti intimi della sua vita e sofferenza fatta di paure, ansie, aspettative, incertezze e domande. Proprio una delle caratteristiche imprescindibili della cura è la relazione che il medico deve instaurare con il proprio paziente: “non si possono mai apprezzare l’esperienza clinica, il sapere, la penetrazione psicologica, l’autorità morale di un medico di quando lo si ascolta interrogare un ammalato” (N. Fiessinger). Oppure il lettore è in sala operatoria a tenere i dilatatori al tavolo operatorio insieme a Barbara ammirando le abilità tecniche degli operatori e ferristi nel portare a termine un intervento di asportazione di un tumore al seno. Infine vive i momenti conviviali tra colleghi che fanno battute, pettegolezzi, ironizzano, si scontrano, si confrontano su casi, consigliandosi sul da farsi e si innamorano.

Altro aspetto magnifico del libro della Luini sono i personaggi. All’inizio ne vengono presentati in successione molti  e ciò potrebbe mettere in difficoltà il lettore. Tuttavia la scelta dell’autrice, che ammetto avermi messa in difficoltà inizialmente per il dover memorizzare nomi, ruoli e tratti somatici rappresentativi, in seguito mi ha permesso di apprezzarne la finalità. Infatti è proprio una rappresentazione realistica di ciò che accade ad ognuno di noi che entra il primo giorno all’interno di un contesto lavorativo nuovo,  avvertire un senso di disorientamento. Proprio la scelta dei tanti personaggi del romanzo e la descrizione delle loro vicende, credo sia stata funzionale per l’autrice nel rappresentare, in modo efficace, differenti ed importanti tematiche che si rintracciano nel libro. Rosa che rappresenta e rigignifica il concetto di maternità, la giovane e bellissima Giulia manifesto della voglia di vivere. Un ginecologo che fa del suo cinismo maschera e strumento per esorcizzare la propria paura della morte, il primario della chirurgia toracica che si ammala di tumore e, nonostante la sua conoscenza medica, fa del suo illudersi e sperare testimonianza di amore per la vita. Anna che incarna la tenacia, la dedizione alla professione medica e si confronta perennemente con il dubbio. La giovane protagonista Barbara è l’autocontrollo che fallisce; Stuti il direttore generale, il rigore delle regole e leggi interne dell’istituto che si piegano di fronte alle logiche umane di sofferenza e cura…

Infine l’amore e il cancro. L’amore ampiamente rappresentato e celebrato: professionale, materno, filiale, coniugale, passionale…  amore e l’innamoramento come spinta risanatrice dell’umana sofferenza. E quel cancro che si respira quotidianamente, che “si appiccica addosso”, che si porta a casa, che si studia, si combatte con la scienza. E quando questa fallisce che rimane oltre ad un senso insopportabile di impotenza? il dubbio! Il dubbio che non basti la scienza, che serva altro. Grande risalto viene dato alla terapie che sono integrative (finalmente chiarito il fraintendimento terminologico tra cure alternative ed integrative). Ognuno si affida al suo credo perché “… il dubbio ed il possibile errore, ecco il fascino; il coefficiente individuale, ecco l’insidia; l’infinita e mai egualmente ripetersi molteplicità delle forme dei morbi, ecco la sfinge” (Cesare Frugoni).

Un libro coraggioso e di forti provocazioni che obbliga gli addetti ai lavori a guardarsi dentro e a risignificare la propria scelta professionale ed umana, ad interrogarsi sul proprio “dubbio”. E per tutti, pazienti e non, a comprendere che il cancro è male che intacca il fisico, ma ancor di più l’anima.

Recensione di Paola (Ettina71)

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4 risposte a “Il male dentro” di MariaGiovanna Luini

  1. grazie di cuore, grazie!

  2. Non vedo l’ora di poter leggere questo libro. Spesso i libri che mettono in scena l’ambiente ospedaliero sono pieni di cliché, questo sembra invece andare molto a fondo. Bella recensione, come sempre, Paola 🙂

  3. Evelyn ha detto:

    Hai colpito nel segno! Ottima recensione!

  4. Pingback: Hangout con MariaGiovanna Luini “il male dentro” | IL LIBRO DEL MARTEDI'

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