“Andare a piedi” di Frédéric Gros

ISBN: 8811684897 collana Saggi pagine 232 disponibile in ebook

ISBN: 8811684897
collana Saggi
pagine 232
disponibile in ebook

Andare a piedi. Filosofia del camminare, di Frédéric Gros
edito Garzanti editore 2013, nella traduzione di F. Bruno

Camminare è sicuramente una delle azioni più comuni delle nostre vite. Ma Frédéric Gros ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ciascuno di noi. Attraverso la riflessione e il racconto magistrale delle vite di grandi camminatori del passato – da Nietzsche a Rousseau, da Proust a Gandhi che in questo modo hanno costruito e perfezionato i propri pensieri – “Andare a piedi” propone un percorso ricco di curiosità, capace di far pensare e appassionare. Nella visione limpida ed entusiasta di Gros, camminare in città, in un viaggio, in pellegrinaggio o durante un’escursione, diventa un’esperienza universale che ci restituisce alla dimensione del tempo e ci consente di guardare dentro noi stessi. Perché camminare non è uno sport, ma l’opportunità di tornare a godere dell’intensità del cielo e della forza del paesaggio.

Recensione a cura di Chiara del Blog Saint Erasmus’ Place:

Il libro comincia con una bella premessa: camminare non è uno sport. Nello sport c’è impegno, prestazione, rispetto o odio per l’altro, competizione. Il mercato si è insinuato al suo interno, impoverendo l’animo di chi lo pratica. Oggi lo sport non ha quasi più nulla di nobile rispetto a come lo avevano concepito e inventato i nostri antenati Greci.
Per camminare, non abbiamo bisogno di tutto questo. Basta mettere un piede dinanzi all’altro!

Secondo Gros, la camminata è piena di benefici, tra cui la possibilità di raggiungere la libertà. Distingue acutamente tre tipi di libertà del camminatore. La prima, è una libertà sospensiva, ovvero momentanea. Andiamo a fare una passeggiata per staccare la nostra connessione dal mondo sociale, per sfuggire alla frenesia del quotidiano. Oppure possiamo essere dei camminatori aggressivi, accostandoci cioè, alla parte più selvaggia di noi stessi; partendo per escursioni e allontanandoci per giorni dal mondo. Oppure possiamo vivere una libertà di rinuncia. Con lo stretto necessario, infatti, possiamo entrare davvero in contatto con noi stessi…ci accorgiamo così che non ci serve nulla di complicato per vivere (ammetto che questo passaggio mi ha fatto pensare a Fight Club). Diventando eremiti e allontanandoci dal sistema, ci si accorge che sesso, età, curriculum non contano più, perchè alla fine ciò che conta veramente è il flusso della nostra anima che si risveglia… Continua a leggere…

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