“Il buio della mente, la luce dell’anima” di Donato Di Capua, recensione e intervista

Donato Di Capua, nasce a Pietragalla (Potenza) nel 1965. Diplomatosi come perito tecnico, inizia a lavorare come istruttore di scuola guida e come direttore tecnico nell’impresa familiare. Al lavoro e alla famiglia affianca l’impegno nel sociale.
Da sempre dotato di grande fantasia, è la morte della madre a far nascere in lui la voglia di scrivere, ed è così che nel 2013 pubblica il suo primo romanzo Il buio della mente, la luce dell’anima per la casa editrice Kimerik,  con il quale vince il 23° premio Fratellanza nel mondo. I proventi ricavati dalle vendite del romanzo saranno devoluti a Medici Senza Frontiere.

ISBN 9788860968876 pagine 144 prezzo di copertina 16 € disponibile in ebook

ISBN 9788860968876
pagine 144
prezzo di copertina 16 €
disponibile in ebook

Quando il dolore cattura la storia accade che le vicende si intreccino di ricordi e che questi ultimi catturino l’essenza del tempo fissandola in un attimo immobile, eterno nel sul divenire. Quando la mente cattura il passato accade che lo offuschi fino a renderlo invisibile, cancellandone le tracce, annullandone i contenuti. È allora che in un continuo, irripetibile istante interviene il cuore a sciogliere quel ghiaccio opprimente che si era creato. Le barriere si innalzano per dimenticare e rinascere di nuovo ma dividono l’uomo in tre parti: il passato, il presente, il futuro. “Il buio della mente, la luce nell’anima” è la dimostrazione che annullando le barriere dell’esistenza e costruendo ponti ci si riappropria di se stessi e si vive per davvero la propria vita, con l’integrità e la completezza propria di ogni essere umano. Tra le righe aleggia la magia di una storia pregnante che si innalza oltre le soglie della realtà per spiccare il volo. E’ l’emozione a farla da padrone e a condurre il lettore nel più profondo sé. “Un giorno una donna del ricordo mi insegnò che il futuro non è nulla senza memoria … perché la vita è quel brivido di senso che scorre veloce ma resta per sempre …” Il booktrailer e la pagina facebook del romanzo.

La recensione e l’intervista all’autore che seguono sono a cura di Paola

Chi è l’uomo e l’autore Donato di Capua?
L’uomo Donato di Capua corrisponde all’autore. Mai potrei scindere le due identità, sarebbe come rinnegare qualcosa di me ogni volta. Il mio obiettivo quando scrivo è proprio preservare la mia entità di uomo, salvaguardare ciò che penso e dargli tramite la fantasia una voce. Ecco perché i personaggi dei miei romanzi hanno sempre qualcosa di me. E’ impossibile dividere ciò che si è da ciò che si scrive. Si può usare la fantasia per allargare gli orizzonti ma la base è la propria personalità che si sviluppa, si alimenta e si migliora ogni volta. Quando si è coscienti di aver dato il massimo vuol dire che l’uomo e l’autore che è in noi emerge forte e riesce a dare quell’emozione che ci completa e che si cerca poi di trasmettere a chi legge.

Come sei arrivato alla scrittura?
Ho sempre amato scrivere ma non sentivo in me la forza di accettare quelle cose che mettevo su carta. Mi è capitato persino di cancellare delle cose che avevo scritto e questo perché evidentemente le mie parole scavavano dentro di me e scoprivano ferite non ancora rimarginate del tutto. Mi sono accorto col tempo che non si può pensare di andare avanti senza avere consapevolezza e contezza anche dei nostri dolori. Ho iniziato per caso a scrivere e quando mi sono accorto che stava nascendo una storia ho avuto la forza di non tirarmi indietro e di assecondare ciò che la mia anima aveva da dire.

Ogni scrittore deve essere necessariamente un lettore, quali sono i tuoi autori preferiti e il genere che prediligi leggere?
Non conta di certo la quantità di libri che si legge ma conta come si legge, quanto si penetra dentro ciò che leggiamo. Potremmo leggere milioni di libri, magari anche in poco tempo, ma non saremmo dei bravi lettori. Avremo solo fatto ottimi esercizi di linguistica. La lettura è in fondo percezione, è scavare oltre le righe per avvertire ciò che l’uomo che si trova dall’altra parte, ovvero l’autore del libro, ha da dire. Non esiste un autore che preferisco. Ognuno di essi mi da emozioni differenti, così come ogni genere si avvina a parti differenti di noi. Sono stato molto colpito dal male di vivere di Beaudelaire così come dall’intensa poesia di Khalil Ghibran. Autori differenti ma con una forza comunicativa decisamente fuori dal comune. Amo leggere poi gli esordienti, credo che in ognuno di loro ci sia un’anima da scoprire, una storia intensa in cui immergersi per sognare…

Che cosa è per te la scrittura?
La scrittura è essere se stessi, è una delle uniche cose che ti permette di esserlo completamente. È rivelare noi stessi, è conoscerci meglio, è percepire la realtà da una prospettiva diversa. La scrittura riesce a trasmettere sensazioni che non hanno eguali e questo accade come una magia. Scrivi e ti senti elevare, volare e guardare il mondo con gli occhi colmi di un continuo stupore. Vi assicuro che volare sulle cose, variarne la prospettiva non altera la realtà ma la rende più completa. D’altronde si può dire di conoscere davvero qualcosa quando la si guarda da differenti punti di vista. La scrittura riesce a far questo.

Come e quando scrivi? Lo fai come un “lavoro” con orari fissi?
Ho dentro di me esattamente la storia, la vivo intensamente. Allora ogni momento è quello buono, in attesa per accedere agli sportelli, in una pausa al lavoro, mentre aspetto di sedermi prima del pranzo… Uso la scrittura per vivere anche in quei momenti in cui stiamo li a vegetare la realtà…

Cosa ti ha dato scrivere il tuo primo romanzo?
Nel mio primo romanzo ho intrecciato la storia di un uomo che riscopre se stesso tramite i valori più grandi dell’esistenza. La vita, la famiglia, i sogni, i sentimenti, anche il dolore, riescono a rendere l’essere umano se stesso ed in grado di affrontare ogni traguardo che gli viene posto davanti. Scrivere il mio primo romanzo mi ha dato la possibilità di catalizzare le mie emozioni, di andare oltre la razionalità, di prendere coscienza di quanto profondo, meraviglioso e complesso sia l’uomo. Allora ho cercato di far risplendere la luce nell’anima abbattendo il buio della mente. Ci sarò riuscito? Con me stesso ce l’ho fatta.

Hai scelto tematiche molto complesse e delicate da trattare nel tuo romanzo di esordio, una necessità, una scelta o altro?
Le tematiche che appaiono più complesse sono le più semplici solo che talvolta si ha paura di affrontarle, non si ha il coraggio di affrontare situazioni in cui il dolore emerge forte fino a riuscire a piegare lo spirito degli uomini. Affrontare tutto ciò significa allora ridare vita nuova all’anima per farla risplendere forte. Tutto ciò senza mettere da parte i ricordi ma tenendoli accanto, vivendo con loro ogni giorno. Gli ostacoli vanno si superati, e kalì li supera, ma non vanno depositati e messi da parte. Bisogna farli camminare al nostro passo e quando cercano di superarci occorre far risplendere la luce che è in noi, così da affrontarli senza fargli male. Io non ho ucciso i miei ricordi, li ho affrontati per farli rivivere più forti, per gioire di essi. È per questo che è stata una necessità la mia, ed anche una scelta di vita.

Quale è stato il momento più difficile nella stesura della tua prima opera?
Il momento più difficile è stato il prima. Decidere di scrivere. E infatti sono sfuggito alla difficoltà. È la scrittura che ha deciso per me. Tutto il resto è venuto da solo ed è scorso fluido. Tante volte trovarmi davanti a ciò che scrivevo e quindi pensavo è stato duro ma la voglia di rendere immortali i miei ricordi e il mio vissuto è stata più forte di ogni altra cosa. Scrivo per dare immortalità alla vita. Se penso questo non temo più nulla.

I tuoi lettori come hanno accolto il libro? Hai avuto solo apprezzamenti o anche critiche?
È stata una sorpresa per me l’effetto del mio libro sui lettori, è stata magia vedere i volti di chi partecipava alle mie presentazioni profondamente coinvolti dall’emozione. In fondo il mio è un romanzo universale, parla alla gente, ai loro cuori. Ovviamente tante cose posso migliorare e tante idee son venute fuori dai commenti del pubblico. È crescita anche questa. È vedere le cose da tutti i punti di vista. Come dicevo prima solo così si è completi. Non posso che essere felice per l’emozione che come un riflesso ha colpito i miei lettori ed è tornata a me, dandomi ancora di più la voglia di continuare a scrivere.

Quale è stata la tua esperienza per la pubblicazione del tuo libro?
La mia esperienza è stata essenzialmente una sfida con me stesso. Ho mandato il romanzo a più case editrici. Ho ricevuto più proposte editoriali. La mia felicità è immaginabile, o forse no perché è stata davvero tanta. Mi sono immerso in questo nuovo viaggio, ho dato voce alle mie parole tramite la copertina realizzata dal mio amico Antonio Cillis pittore. L’emozione provata prima di vedere il mio lavoro in vetrina delle librerie è stata immensa e dopo essermi trovato davanti al mio libro passeggiando per le vie più importanti d’Italia ho davvero realizzato che la mia sfida è stata vinta, e alla grande!

Progetti futuri?
Dopo “IL BUIO DELLA MENTE, LA LUCE NELL’ANIMA” si è innescato in me un processo creativo che mi porta a conoscere esattamente il mio progetto futuro. È ormai già alle case editrici un mio secondo romanzo, questa volta a tema storico. Sto completandone un terzo in cui prevale il contrasto tra materialità e sacralità…e non mi fermo! Inserisco il titolo del romanzo successivo in quello precedente così da creare un collegamento, un filo magico tra le mie opere e rendere loro stessi interdipendenti ed immortali. Vi ringrazio per lo spazio che avete voluto dedicarmi e vi aspetto per parlare del mio secondo romanzo! A presto!

Donato Di Capua, cantastorie delirante e sognatore…

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