“Non so niente di te” di Paola Mastrocola

Paola Mastrocola è un’affermata scrittrice italiana; tra le sue opere più celebri ricordiamo:
•    La gallina volante, opera d’esordio con cui vinse il Premio Calvino (2000);
•    Palline di pane, opera finalista al premio Strega (2001);
•    Una barca nel bosco, opera con cui vinse il Campiello (2004).
Non so niente di te è il suo ultimo romanzo, il primo per la casa editrice Einaudi che lo pubblica nel marzo 2013.

L’opera narra la vicenda tragicomica della famiglia Cantirami ed in particolare di uno dei due figli, Filippo, sebbene egli sia assente per i 2/3 del romanzo. In realtà a muovere la vicenda è proprio l’assenza del ragazzo: Filippo infatti, dopo aver compiuto un gesto bizzarro, – si presenta ad una conferenza di un importante college di Oxford con un gregge di pecore al seguito – sparisce dalla scena per tornare solo sul finale. Naturalmente questo evento non può passare inosservato, lo stesso Filippo ne è consapevole, e infatti la notizia supera i confini nazionali e arriva in Italia e precisamente alle orecchie dei coniugi Cantirami.
Gli altolocati Cantirami sono allibiti dalla notizia: come può il loro ragazzo, un ragazzo con la testa sulle spalle che ha dedicato la sua vita allo studio, aver compiuto un’azione tanto sconcertante? Vogliono della spiegazioni e le vogliono subito; ma Filippo è scomparso: non risponde alla mail, non risponde al cellulare, nessuno ha sue notizie… .
Inizia così un lungo viaggio fatto di equivoci esilaranti e amare considerazione sociali.

L’autrice definisce quest’opera “un romanzo storico impossibile”, in quanto “parla di un passato che però per noi adesso è il presente e non può ancora in nessun modo farci da passato”. Per dirla con altri termini l’io narrante narra la storia da un futuro non troppo lontano e tale storia è ambientata ai giorni nostri. Questo escamotage permette alla Mastrocola di effettuare delle considerazioni sui nostri tempi con un tono distaccato, distante,  evitando di scendere in aperta polemica.

L’opera presenta però un fastidioso problema: la Noia. Troviamo una ripetitività, all’interno del romanzo, e in parte dovuta alla sua struttura, che non cattura l’attenzione del lettore. Le riflessioni sul presente e sui giovani sono alquanto banali e non possono che risultare noiose a lungo andare. Anche il protagonista, Filippo, è un ragazzo terribilmente noioso, uno che ha passato la sua vita a dire sempre sì e che quando finalmente decide di ribellarsi lo fa in punta di piedi. Anche l’azione plateale di presentarsi ad una conferenza con un gregge al seguito è in realtà un atto di codardia: piuttosto che affrontare in modo diretto i genitori, dicendogli chi è veramente e quali sono le sue reali intenzioni, preferisce farglielo sapere per vie traverse.

Francamente mi aspettavo qualcosa di più da un’autrice con tale carriera alle spalle.

Antonella

ISBN 9788806215460 collana I coralli pagine 330 disponibile in ebook

ISBN 9788806215460
collana I coralli
pagine 330
disponibile in ebook

È un mattino di novembre. Nella sala di uno dei più prestigiosi college di Oxford, centinaia di persone aspettano l’inizio di una conferenza. Dopo qualche minuto entrano – nel silenzio generale – decine e decine di pecore. Bianche, lanose, ordinate, moderatamente belanti. Le guida Filippo Cantirami, giovane economista italiano, che come nulla fosse comincia il suo intervento sulla crisi dei mercati. Inizia così il nuovo romanzo di Paola Mastrocola. Quella incredibile invasione di pecore getterà nel caos i genitori Cantirami, convinti che il figlio modello sia a Stanford a finire un dottorato, e che si ritrovano all’improvviso spiazzati e in ansia. Cosa combina Fil, dov’è finito, chi è veramente? E chi è quel suo compagno Jeremy con il quale ha stretto un patto, che cosa si sono scambiati i due ragazzi, qual è il loro segreto? Fil sembra sparito nel nulla, perduto in un mistero. Imprendibile. E intanto, sullo sfondo, la crisi dei nostri giorni. Ma raccontata da lontano,come guardando il presente dal futuro, tra una cinquantina d’anni. Filippo Cantirami, il giovane rivoluzionario della Mastrocola, è un ragazzo privilegiato, un personaggio scomodo, di questi tempi: eppure è lui – in virtù dei suoi pensieri, dei suoi silenzi, dei suoi gesti e delle sue scelte – che pagina dopo pagina ci apre al sogno di una vita diversa. Un sogno che ci porta a riflettere sull’idea di tempo e sulla possibilità di metterla in discussione, di ripensarla. 

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