“Il cassetto delle parole nuove” di Monica Cantieni

Monica Cantieni, nata nel 1965 a Thalwil, nei pressi di Zurigo, lavora per la Radiotelevisione svizzera. Vive tra Wettingen e Vienna. Il cassetto delle parole nuove è stato finalista allo Swiss Book Award 2011 e in Italia è pubblicato dalla casa editrice Longanesi nella traduzione di Irene Abigail Piccinini.

ISBN 9788830434127 collana La Gaja scienza pagine 245 disponibile in ebook

ISBN 9788830434127
collana La Gaja scienza
pagine 245
disponibile in ebook

Lei non è una bambina come tante e non ha avuto molta fortuna nella vita. «Comprata» da un orfanotrofio per 365 franchi svizzeri, si ritrova catapultata nella periferia di una grande città del Nord Europa, un vivace caleidoscopio di gente di paesi e culture differenti, tra cui parecchi italiani, un mondo nuovo dove non tutto le è chiaro, e non solo perché non ci vede tanto bene.
La bambina infatti ha qualche difficoltà a mettere insieme le parole, legarle al loro senso e al mondo che evocano. Sarà proprio la nuova famiglia adottiva a regalarle quel calore che finora le è mancato e che le permetterà di rimettere a fuoco le cose. In particolare, saranno il papà e il nonno ad aiutarla con un piccolo stratagemma: scatoline e cassetti dove mettere tutte le parole nuove in cui si imbatte ogni giorno. Nella geniale e tenerissima interpretazione del mondo che prende vita da questa fantasiosa classificazione di vocaboli, un giorno irromperanno un avvenimento e una parola tanto inattesa quanto cruciale…

Ciao a tutti!

Sono Chiara B. e oggi vi presento il primo libro tradotto per il pubblico italiano di Monica Cantieni. Questa volta non posso proprio tenervi sulle spine…non ci riesco! Ho il bisogno impellente di dichiarare che questo libro è entrato nella mia H list (horror list – lista dei libri che non dovrebbero mai essere letti per nessun motivo al mondo).

Il romanzo è stato finalista allo Swiss Book Award 2011 e non ha vinto, per fortuna! D’altronde come sia arrivato in finale è un mistero degno di Mariello Prapapappo!

Cominciamo dalla trama…ops, scusate, questo libro non ha una trama! Una bambina in età scolare, con problemi di vista e di comprensione (?!), viene adottata da una famiglia svizzera…quello che avverrà dopo è un mistero, ragazzi! Vi assicuro al 100% che non capirete una mazza di tutti gli eventi che si scateneranno a valanga. Le scene si susseguiranno senza nessuna coerenza; non ci sarà nessun nesso logico tra una situazione ed un’altra! Rimarrete talmente confusi che vi verrà voglia di abbandonare il libro. Ma io, per voi, mi sono sacrificata e sono riuscita ad andare avanti, con ahimè, tanto pentimento xD

Vogliamo parlare seriamente della protagonista? Non ci vede molto bene? Ha bisogno degli occhialoni? Ok, ci può stare. Ma tu, scrittrice, non venirmi a raccontare che conosce pochissime parole! Scusate, ma questa in orfanotrofio che ha fatto? E’ stata molestata dalla Trinciabue? xD Per chi non ricordasse, la Trinciabue è la preside cattiva di Matilde sei mitica, film cult degli anni ’90.

Il metodo dei cassetti in cui vengono custodite le parole, si è rivelata una scelta catastrofica, ma soprattutto ingenua, da parte della Cantieni, perché è comprensibile che una bimba non abbia esperienza del mondo, specialmente prendendo in considerazione il caso di una bimba adottata, ma il livello d’inesperienza non può arrivare fino a questo punto! E’ un insulto alla nostra intelligenza! Quindi, considerando che i cassetti delle parole sono l’assunto fondamentale del romanzo: pensate che quest’ultimo si regga in piedi?

Ma passiamo agli altri personaggi. Riusciranno ad aiutare la candida bambina ad affrontare il mondo? Anche questa volta dovrò rispondervi negativamente cari lettori. Sono presenti un’infinità di personaggi, superano quasi quelli del Conte di Montecristo! Appaiono come funghi e scompaiono come torte al cioccolato! Ma non ce n’è neanche uno che abbia un briciolo di cervello e di personalità, figurarsi aiutare una bambina! Sono insopportabili, parlano a sproposito, sparano sentenze, dicono frasi fatte, intavolano discorsi politici che non c’entrano nulla col contesto…sono del tutto inutili e sembrano non avere le rotelle a posto!

La bimba finirà col mediare tra una madre affetta dal “malessere cosmico” e un padre un po’ più allegro, in effetti si compensano, ma ciò non cambia il fatto che sarebbe stato meglio se la bimba fosse rimasta in orfanotrofio. Paradossalmente non saranno i genitori ad educare la bambina (prevedibile), ma il contrario (lei è l’unica sana di mente xD ). La piccola protagonista riuscirà a tenere unita una famiglia che è agli sgoccioli… .

 Altro tema rilevante è l’immigrazione. La famiglia, infatti, nasconderà un clandestino (siamo negli anni ’70, periodo in cui c’erano discussioni abbastanza accese su questo argomento) onorando la tradizione di famiglia, come si scoprirà in seguito e… gli assistenti sociali non si accorgeranno di nulla!

La bontà di un libro non può prescindere dalla grammatica e dallo stile. La trama può anche essere pietosa, ma se un libro è scritto bene sarà criticabile molto meno rispetto ad un libro scritto male. Purtroppo, in questo romanzo, la Cantieni ha uno stile pessimo; la grammatica invece è accettabile. E’ un problema di molti romanzi odierni, ma non può essere una giustificazione. Libro da evitare!

 Alla prossima =)

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2 risposte a “Il cassetto delle parole nuove” di Monica Cantieni

  1. Pingback: Il cassetto delle parole nuove di Monica Cantieni | °°Saint Erasmus' Place°°

  2. Katya ha detto:

    Recensione elementare e infantile.

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