“1001 mercatini in Italia” di Assunta Corbo, recensione e intervista

Assunta Corbo nasce in provincia di Milano. Laureata in Lingue e Letterature straniere, ha conseguito un Master in Creative Content Writing. Giornalista freelance, negli anni si è specializzata in turismo, spettacoli, costume e società. Oggi collabora con numerose testate e scrive buone notizie sul blog www.thatsgoodnewsblog.com

ISBN 9788854157927 collana Milleuno pagine 480 disponibile in ebook

ISBN 9788854157927
collana Milleuno
pagine 480
disponibile in ebook

I mercatini hanno un’anima. La merce esposta sui banchi racconta tradizioni, storie passate e tendenze attuali. Da Nord a Sud cambiano le usanze, i gusti, i dialetti e di conseguenza anche la produzione, l’artigianato e gli oggetti in vendita. L’atmosfera del mercato generale di Milano, il più grande d’Italia, non è certo la stessa che si respira alla Vuccirìa di Palermo. Allo stesso modo il mercatino retrò di Napoli non regala le stesse emozioni della famosa mostra-mercato vintage al Castello di Belgioioso. Alcuni sono una vera esperienza sensoriale, come il mercato delle erbe aromatiche e delle spezie di Casola Valsenio, altri vantano una storia centenaria come la Fiera di Sinigaglia di Milano. Stravaganti realtà frequentate da un pubblico talmente vario ed eterogeneo da lasciare stupiti, i mercatini sono diventati la testimonianza del folklore e della tradizione di ogni singola realtà italiana. La pagina facebook del romanzo e l’anteprima.

La recensione e l’intervista sono a cura di Paola

Intervista all’autrice Assunta Corbo

Da dove nasce l’idea di un libro/guida relativo a questo argomento?
Sono una vera appassionata di mercatini. Ovunque io vada  cerco sempre se c’è un mercato di qualunque tipo in zona. Trovo che si tratti di realtà con una propria anima. Anche se apparentemente possono sembrare simili, in realtà, vantano personalità proprie. Amo fermarmi a scovare l’affare ma soprattutto parlare con gli ambulanti. Che siano professionisti o appassionati si scoprono sempre delle meravigliose storie. Parlando di questa mia passione con amici e colleghi ho scoperto di non essere la sola. I mercatini appassionano molta gente. Ecco, una guida il più possibile esaustiva mi sembrava un’ottima idea.

Come hai proceduto per raccogliere tutto il materiale e come hai deciso di strutturare la guida?
Purtroppo non ho potuto visitare tutti i 1001 mercatini. Avrei tanto voluto credimi. Molti li conoscevo, alcuni li ho scoperti lavorando alla guida e altri mi sono stati segnalati da amici e colleghi. Di tutti ho verificato le informazioni e ho fatto una importante ricerca per scoprirne le peculiarità. Vista la grande varietà di realtà in Italia ho deciso di strutturare la guida per temi: gastronomia, antiquariato, artigianato, vintage, collezionismo, Natale, Pasqua, fiori, hobbistica, rionali, libri e musica, auto e moto, benefici, virtuali e quelli più stravaganti e originali.

Conoscere queste realtà ti ha fatto scoprire maggiormente l’Italia?
Decisamente si. Ho scoperto un’Italia pronta a raccontarsi. Amo molto questo paese e da giornalista di turismo so tutte le sue potenzialità spesso inespresse. I mercatini rappresentano molto della nostra cultura, delle tradizioni e del folklore. Un mercatino dell’artigianato di Milano è completamente diverso da uno di Napoli. Allo stesso modo i mercati rionali sono veri spaccati di vita e di storia: per questo ho voluto fortemente inserirli. Qualche ora alla Vucciria di Palermo, per esempio, è un’esperienza unica cosi come lo è una mattinata al mercato del pesce di Cagliari. Si potrebbe raccontare l’Italia solo passeggiando tra i banchi del mercato.

Che valore hanno o devono avere questi mercati e mercatini? Sono anche un nostro patrimonio culturale?
Un importantissimo patrimonio culturale che andrebbe tutelato e preservato. Spesso sono inseriti in contesti storici straordinari come piazze, giardini, vie del centro storico, dimore e castelli. Ne completano lo scenario con la propria merce esposta. Per non parlare dei mercatini biologici che esaltano il lavoro di agricoltori locali e che propongono prodotti certificati.

C’è una sezione “mercatini in rete”. Che ne pensi? Non rischia di perdere il suo folclore? Oppure è funzionale per un prezioso “passa parola”?
Non c’è esperienza più bella del passeggiare per un mercatino. Io, che sono una vera appassionata di internet e social network, continuo a sostenere che occorra sempre un buon equilibrio tra le cose. Nulla mi toglierà mai il piacere di visitare un mercatino ma allo stesso tempo mi capita di fare acquisti online e trovo sia funzionale e pratico. Il mercatino online è spesso super specializzato e raggruppa visitatori con la stessa passione. Il mercato in piazza è decisamente altro: un viaggio sensoriale. Sono due realtà che possono coesistere.

Che valore dai tu agli oggetti?
Un grande valore. Difficilmente riesco a liberarmi di oggetti che mi legano a un ricordo particolare o a una persona. Sono affascinata dalle storie che un oggetto animato potrebbe raccontare. Quando vado nei mercatini osservo una tazza e immagino quante mani l’hanno posseduta e quante labbra vi si sono appoggiate. A volte è un viaggio attraverso i secoli. Potrei perdermi delle ore in questo viaggio immaginario.

Un mercatino che ti è piaciuto particolarmente o un episodio accaduto che ti ha colpito?
I mercatini sono tutti bellissimi davvero. Io amo molto il vintage quindi direi che il mercatino di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, è una bella esperienza. Un tuffo nel passato di quelli che ti fanno tornare a casa con qualcosa in più nell’animo. Sono poche bancarelle, una cinquantina, ma vi si trova tutto quanto è appartenuto alla beat generation e quanto è emerso dai meravigliosi anni Cinquanta. Borse, accessori, bijoux americani, abiti, cappelli d’epoca: tanto per darvi un’idea. Questo mercato si svolge  una domenica di maggio nel centro storico di questo meraviglioso borgo. E’ delizioso anche solo lo scenario con il Ponte Visconteo e i mulini. (www.valeggiovesteilvintage.com)

Ora vogliamo sapere un po’ di te. Che tipo di lettrice sei? Generi ed autori preferiti?
Io sono una vera divoratrice di libri. Sono terribilmente curiosa quindi leggo davvero di tutto. I nuovi autori mi attirano sempre ma non potrei mai staccarmi da un grande classico. À la recherche du temps perdu di Proust l’ho letta due volte – all’Università per dovere e poi per piacere – ma anche Cime Tempestose è una vera passione per me. Tra i contemporanei non perdo una parola di Isabelle Allende. E poi mi perdo nelle letture legate al pensiero positivo. Un anno fa ho aperto un blog su questo tema e da allora mi si è aperto un mondo.

Consigliaci un libro.
L’ultima riga delle favole di Massimo Gramellini. Fa bene all’anima.

Cosa cerchi in un libro?
Cerco l’evasione, la possibilità di emozionarmi. Se un libro mi piace davvero mi estraneo e potrei leggerlo tutto in una notte intera.

Progetti futuri?
Ho in mente una guida che ha a che fare con la felicità, non vi dico di più ma spero di poterne parlare presto. E poi ho un romanzo nel cassetto quasi terminato. Diciamo che parla di donne, mamme, momenti di vita speciale.

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Il blog della pagina FB "Il libro del martedì"
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