Intervista a Melania Mazzucco

Amici lettori è da poco arrivata in libreria l’ultima pubblicazione di Melania G. Mazzucco, Sei come sei, uscita per Einaudi nella collana Stile Libero Big.

Noi siamo riusciti ad incontrarla e le abbiamo fatto qualche domandina in esclusiva per voi.

Melania G. Mazzucco è indubbiamente una delle autrici più proficue e più apprezzate del panorama letterario italiano. Partendo da questo presupposto mi sorge spontanea una prima domanda: qual è il suo rapporto con la scrittura?
Per quel che concerne la scrittura non sono un’abitudinaria, non seguo una routine prestabilita e alterno periodi in cui scrivo molto a periodi in cui non tocco penna. Devo però ammettere che quando inizio a scrivere mi estraneo completamente dalla realtà che mi circonda; esteriormente mi trasformo in una sorta di vegetale il cui unico bisogno è quello di adempiere all’atto della scrittura.

Invece qual è il suo rapporto con la lettura??
Un rapporto stupendo, indispensabile e fondamentale. Sicuramente sono una “lettrice vecchio stampo” poiché non mi sono ancora convertita al digitale e resto fedele alla carta nonostante i miei innumerevoli viaggi. Sono molto affezionata ad alcuni volumi che possiedo in quanto racchiudono dei meravigliosi ricordi, ad esempio ho una vecchia copia di David Copperfield che apparteneva a mia madre e che rileggo ogni qualvolta sento il desiderio di averla vicina.

C’è un libro che l’ha segnata in particolare?
Sì, la lettura de “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino ha rappresentato una svolta importante per la mia formazione. Quest’opera mi ha permesso di capire cosa avrei fatto nel mio futuro, mi ha fatto comprendere l’importanza delle lettura e della scrittura; questi luoghi del pensiero sono per me una sorta di tana accogliente in cui potermi rifugiare.

Prima di salutarla vorrei farle un’ultima domanda: dove ha tratto l’ispirazione per quest’ultimo romanzo?
Quest’opera ha un elemento in comune con molti degli scritti che l’hanno preceduta, ovvero l’importanza dei giovani ragazzi:  figure a cui sono particolarmente legata. I miei romanzi hanno un obbiettivo ben preciso: dar voce a coloro che non hanno ancora avuto una trasposizione artistica, in quanto credo che il reale debba passare dell’immaginario per essere pienamente compreso. L’arte ha il potere di farci comprendere in modo più pieno noi stessi e il mondo che ci circonda, ci offre la giusta chiave di lettura della realtà.

Ringraziamo Melania G. Mazzucco per questa breve intervista che ci ha concesso alla presentazione del suo romanzo avvenuta alla libreria Lazzarelli di Novara. A breve pubblicheremo la recensione di “Sei come sei”, non perdetevela.

Antonella

1420524_682453218440581_1149785320_nMelania G. Mazzucco nasce a Roma nel 1966. Esordisce con il romanzo Il bacio della Medusa (1996), a cui fa seguito La camera di Baltus (1998). Del 2000 è Lei cosí amata, sulla scrittrice Annemarie Schwarzenbach, della quale poi cura e traduce la raccolta di racconti La gabbia dei falconi (2007). In Vita (2003, Premio Strega) reinventa la storia di emigrazione in America della sua famiglia all’inizio del Novecento. Il romanzo ha grande fortuna in Italia e all’estero. Nel 2005 pubblica Un giorno perfetto, da cui il regista Ferzan Ozpetek trae l’omonimo film. Al pittore veneziano Tintoretto Melania Mazzucco dedica il romanzo La lunga attesa dell’angelo (2008, Premio Bagutta) e Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009, Premio Comisso), biografia del maestro e dell’amatissima figlia Marietta, che ricostruisce centocinquant’anni di storia di Venezia. Nel gennaio 2011 riceve il Premio letterario Viareggio – Tobino come Autore dell’Anno. Nel 2012, per Einaudi, pubblica Limbo (Supercoralli e Super ET 2013, finalista nella terza edizione del Premio Bottari Lattes Grinzane) e Il bassotto e la Regina (L’Arcipelago, Premio Frignano Ragazzi 2013). I suoi romanzi sono tradotti in 23 paesi.

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