“La fine ve la raccontiamo domani” di L. Grassi e G. Viganò recensione e intervista

ISBN: 9788891052476 pagine 50 prezzo di copertina 8€

ISBN: 9788891052476
pagine 50
prezzo di copertina 8€

Fra moglie e marito non mettere il dito ma un libro. Con l’arduo compito di far addormentare Silvia e Chiara, i nostri prodi d’inventano favole e storie bislacche. Spesso non riusciranno a mettere a nanna le pargole, ma a loro parziale soddisfazione, questi racconti risulteranno premiati in concorsi nazionali per ragazzi e non solo.
I rapporti fra la natura e l’uomo sono raccontati con un pizzico d’ironia grazie a sei novelle, adatte per un pubblico di bambini dai tre ai novantanove anni.

La fine ve la raccontiamo domani, è una raccolta di racconti scritta a quattro mani da Laura Grassi e Gianroberto Viganò, autopubblicata attraverso il sito ilmiolibro.it

La recensione e l’intervista sono a cura di Paola

Siete coppia nella vita e di penna, come vi distribuiti i compiti nell’ambito della scrittura?
Roberto: Comincio io facendo da voce narrante in modo da non rimbalzarci le risposte. Laura ha scritto e scrive racconti per ragazzi. Non sono testi “buonisti”, ma ispirati dai buoni sentimenti. Per quanto mi riguarda, i racconti per ragazzi appartengono ai primi anni di scrittura, mentre abitualmente scrivo racconti umoristici. L’idea di realizzare un libro insieme è nata da Laura per aiutarmi a porre le basi di un libro che sto preparando. Laura ha curato la parte di editing e le foto, mentre io il resto.

Quali sono i vostri generi/autori preferiti?
Laura: Prediligo testi impegnati, che riguardano la lotta alla mafia o che ricordano i campi di concentramento. A tal proposito segnalo “Tu passerai per il camino”, non notissimo ma da leggere.
Roberto: Da parte mia, ho una biblioteca molto fornita di libri di storia. Mi piace Calvino e ho letto almeno sette volte Marcovaldo.

Quali delle storielle bislacche, come da voi definite, piacciono di più alle vostre bimbe e ai vostri lettori?
Laura: Alle nostre bimbe piace moltissimo “Il signor Otto Vaske”, forse perché è un racconto che invita ad essere letto con un po’ di teatralità. A livello di lettori, “Due ospiti indesiderati” ha vinto parecchio ed è stato apprezzato molto. I dialoghi sono veloci, ritmati e ti rubano un sorriso.

Gli adulti hanno bisogno di storielle come i più piccoli? Se si, che cosa dà la lettura di questi racconti?
Laura: Soprattutto in questi momenti di crisi ci siamo accorti che le persone hanno una forte necessità di “leggerezza” e di estraniarsi dal quotidiano. Alcuni testi hanno fatto di un ciclo di letture proposti nelle biblioteche e, durante la lettura, ridevano più i genitori dei bambini.

Da dove nasce la vostra ispirazione per un nuovo racconto? Per esempio la splendida storia di Astutillo?
Roberto: Tutto nasce dalla quotidianità. Ad esempio “Due ospiti indesiderati” nasce da un discussione in auto fra Laura e me per cercare di individuare di che specie fosse un uccello in un campo di grano.
Laura: La storia di Astutillo deriva dalle vicende di tutti i giorni. Io sono una responsabile del personale e le vicende vissute da Astutillo sono purtroppo cronaca quotidiana. Per altro il racconto mi ha cagionato non pochi problemi, perché in un concorso si pensava che fosse un plagio de “Il venditore di tempo” di un autore portoghese. In realtà io l’ho scritto prima. Di questi giorni vi è pure l’uscita di un film francese sempre sul tema. Forse l’uomo occidentale sta cercando di riappropriarsi del proprio tempo ed è un sentire comune.

Nella quarta di copertina riportate di aver vinto premi in concorsi nazionali. La vostra opinione in merito all’utilità di questi concorsi per scrittori esordienti?
Roberto: Per me sono importanti. Quando partecipi a concorsi diversi con giurie diverse con modi di sentire differenti e fai risultato, cominci a capire che cosa la gente apprezza e come devi affinare il tuo stile. I componenti di una giuria di un concorso non mossi da fini commerciali sono i più severi, perché leggono per la passione di leggere, quindi danno più valore a quello che fai.

Come è nata la voglia di pubblicare? La vostra esperienza di self publishing?
Laura: Roberto sta preparando da tempo un libro di racconti umoristici, però non aveva competenze nella realizzazione di un libro in self-publishing. Gli ho detto: “Proviamo.” Abbiamo provato ed è stata una bella esperienza.
Roberto: Vi sono errori da non ripetere, in primis mai più pubblicare un libro il 26 luglio… Nella settimana di debutto con la gente che pensava alle vacanze siamo schizzati al 13° posto della classifica nazionale. In realtà, non credevamo che il libro partisse così forte, però è stata una mossa davvero ingenua, perché a Marzo o Aprile avremmo sfruttato meglio l’uscita. Resta comunque una lezione per il futuro e personalmente mi è stata preziosa per valutare tempistiche e corretti canali di promozione.

Progetti futuri?
“La fine ve la raccontiamo domani” è stato iscritto al Premio di Narrativa Bergamo e l’iscrizione è stata accettata. Essere ammessi alla selezione dei dieci ci farebbe piacere, ma francamente per noi conta poco, è ben più importante che in Italia un libro con regolare codice ISBN, ma senza casa editrice, sia stato ammesso ad un concorso per editi. Non è un aspetto da trascurare. All’estero è prassi da qualche anno, ma nel nostro paese è una bella novità.

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