“Cibo criminale” di Monti-Ponzi e intervista a Luca Ponzi

ISBN: 9788854150331 collana Controcorrente 247 pagine disponibile in ebook

ISBN: 9788854150331
collana Controcorrente
247 pagine
disponibile in ebook

Credo che molti di noi ricordino recenti fatti di cronaca relativi a cibi contraffatti o contaminati da ceppi batterici: La carne di cavallo nelle lasagne alla bolognese e nel ragù delle confezioni di pasta fresca, fino all’ipotesi più inquietante della carne di cane utilizzata per la preparazione dei cibi. Batteri coliformi solitamente presenti nelle feci scoperti in Cina nelle torte al cioccolato dell’Ikea, tranci di carne scaduta da otto anni trovati nei congelatori di un grossista di Milano…”.

I consumatori italiani hanno iniziato a non sentirsi più tutelati da etichette e marchi e l’immagine del nostro made in Italy agroalimentare, nel mondo, è stata seriamente danneggiata.

Cibo Criminale, edito Newton&Compton, è una poderosa opera di raccolta di fatti che fanno riferimento a varie inchieste giudiziarie (alcune delle quali ancora in corso) ad opera del giornalista di cronaca nera Luca Ponzi (intervista a seguire) e della giornalista del Sole 24 Ore Mara Monti. Inquietanti i retroscena descritti che svelano abili truffe messe in atto dalla mafia a danno di eccellenze italiane.

Tutto è partito da una inchiesta di Ponzi relativamente al un fatto di cronaca nera: l’omicidio di un macellaio tunisino, addetto alla marchiatura dei prosciutti, nel reggiano. L’indagine ha portato a galla una truffa ben radicata che prevedeva l’importazione di carne di maiale dall’estero, con falsificazione e sostituzione del marchio originale con quello di provenienza dalle zone di Parma. Il tunisino è stato ucciso perché ricattava i mafiosi che gestivano questo commercio.

Il libro è strutturato in capitoli ognuno dei quali descrive prevalentemente una eccellenza italiana che è “vittima” di questi traffici e falsificazioni. Oltre al prosciutto di Parma Le mani rapaci del clan dei Casalesi si sono allungate sulla famosa mozzarella di bufala campana, consumata perfino in Giappone, inquinata dalle cagliate tedesche spedite in gran quantità in Italia. è gestito dalla camorra anche il riciclo dei formaggi scaduti provenienti dall’Asia e dai Paesi dell’Est e destinati a diventare false eccellenze del made in Italy.”
L’oro rosso, il pomodoro: i pomodorini Pachino che arrivano dal Nordafrica e vengono spacciati come siciliani, così come il triplo concentrato acquistato in Cina per essere inscatolato come prezioso concentrato originario dell’Agro nocerino-sarnese, la patria del San Marzano: per la prima volta è stato stabilito che non basta allungare con un po’ d’acqua la passata cinese per poterla marchiare come made in Italy”.
L’olio extravergine d’oliva: “La casistica annovera anche l’olio spremuto in Grecia, Spagna e Tunisia ed etichettato come prodotto nostrano. Alle porte di Siena è stata scoperta la “lavanderia” dell’olio venduto come extravergine senza averne le caratteristiche.”
Ma anche altri cibi non sono esenti da questi traffici illeciti come funghi fatti passare come porcini D.O.P., ma provenienti dalla Romania, oppure sughi per la pasta fatti con materie prime non controllate importate da paesi europei o extraeuropei, la quasi totalità del Parmigiano Reggiano grattugiato prodotto dal “grattuggiamento” di non si sa bene cosa …

Italian sounding: si definiscono così quei cibi che richiamano l’Italia, ma che in realtà italiani non sono. A livello mondiale il giro d’affari dell’Italian sounding «supera i 60 miliardi di euro l’anno (164 milioni al giorno), cifra 2,6 volte superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23,3 miliardi di euro nel 2009)”.  Questo giustifica l’attenzione della mafia verso questo settore che è una fonte d’oro di guadagni facili.

Dalla lettura del libro comprendiamo che è necessario tutelarci, privilegiando filiere corte, preferendo acquistare prodotti tipici da produttori locali e fidati. Ma ci insegna anche a diffidare di prezzi stracciati che allettano all’acquisto di prodotti D.O.P. o D.O.C. il cui prezzo è garanzia di qualità (una mozzarella di bufala non può costare meno di 9 euro al kg). Personalmente ho preso consapevolezza che la mafia è un imprenditore attento e molto capace.

Alla fine di ogni capitolo ci sono delle note molto dettagliate e ricche che offrono ad un lettore interessato per ragioni professionali o di studio la possibilità di approfondire con altri libri, articoli, interviste, sentenze e fonti dal web.

Libro prezioso per tutti, dal semplice consumatore che deve conoscere questi meccanismi per non alimentarli con l’acquisto quotidiano di prodotti falsi e potenzialmente pericolosi. Fino all’imprenditore del settore o agli studenti che si stanno formando come forza lavoro nel settore agro alimentare.

Paola

L’intervista a cura di Carlo

Gli autori

Luca Ponzi vive a Fidenza, in provincia di Parma. Giornalista prima alla «Gazzetta di Parma», ora alla sede RAI dell’Emilia Romagna, ha raccontato alcuni degli episodi di cronaca più importanti degli ultimi anni, dal crack Parmalat al rapimento del piccolo Tommaso Onofri. Nel 2012 ha pubblicato Mostri normali. Storie di morte e d’altri misteri, una raccolta di cold case avvenuti in Emilia Romagna dagli anni ’70 a oggi.

Mara Monti è nata a Bologna dove si è laureata in Economia e ha conseguito un Master alla London School of Economics. Lavora come giornalista per «Il Sole 24 Ore». Prima di approdare al quotidiano dove si occupa di finanza, in particolare di casi giudiziari societari, ha lavorato a «Radio 24». È membro di IRPI (Investigative Reporting Project Italy), l’associazione italiana di giornalismo investigativo. Coautrice del libro Gialli finanziari, per la Newton Compton ha pubblicato L’Italia dei crack e – con Luca Ponzi – Cibo criminale.

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