“Figli che odiano le madri” di Stefano Pastor

ISBN: 9788876252730 pagine 606 disponibile in ebook

ISBN: 9788876252730
pagine 606
disponibile in ebook

Figli che odiano le madri è il nuovo romanzo di Stefano Pastor, pubblicato da Fazi Editore nel novembre 2013. Come è stato per Il Giocattolaio, il suo romanzo d’esordio, anche qui i bambini ricoprono un ruolo centrale, e diventano “strumento” nei piani di vendetta degli adulti. La trama è ben strutturata e si basa su due elementi cardine: il desiderio di rivalsa che si cela dietro al disegno di una mente criminale, che fa muovere i personaggi come fossero pedine e il riscatto che ne consegue da parte di questi sventurati, ciascuno a proprio modo.

Nonostante la storia sia molto “affollata”, l’autore riesce a catturare l’attenzione del lettore e a fare ordine quasi da subito. Nel giro di poche pagine infatti, dopo una leggera confusione iniziale, si mettono a fuoco i personaggi e si riesce a dare loro la giusta collocazione. Il tema è quello della maternità mancata e viene scandagliato il rapporto che lega una madre al proprio figlio.

Quattro donne, Bianca, Nora, Carla e Iside, molto diverse fra loro, vengono attirate ciascuna all’insaputa delle altre, in uno sperduto paesino di montagna, Borgodimonte, dove anni prima, in una clinica che ora giace abbandonata fra i boschi, tutte avevano avuto una traumatica esperienza di aborto volontario che le aveva rese sterili. Nessuna delle quattro riesce a sottrarsi al macabro piano che un misterioso assassino ha ordito per loro. Un gioco aberrante che ha avuto luogo con una telefonata in cui un bambino, che le chiama “mamma”, le implora di salvarlo dalle torture alle quali è sottoposto. A confermare che non sia uno scherzo, un piccolo dito mozzato chiuso in una scatola di sigari e avvolto in un panno di velluto nero. Alle donne non rimane altro che affrontare i demoni del proprio passato, in una storia che si snoda fra episodi di bambini rapiti, ed altri che riescono ad agire con grande maturità, tanto da apparire essi stessi gli adulti. La vicenda è ulteriormente arricchita dal fatto che proprio a Borgodimonte agisce una “setta” cristiana, al limite dell’eresia, con usanze particolari, volte a “sacrifici” personali, guidata da una figura di donna che tutti chiamano la “Madre”. È proprio lei a nascondere il terribile segreto che lega tra loro le quattro donne giunte in paese. Inoltre nei boschi limitrofi, legato a una quercia, viene rinvenuto il cadavere di una donna; e sempre nei medesimi giorni, giunge a Borgodimonte un fotografo ossessionato dal tema dell’infanzia, l’inquietante Vic che fa subito amicizia coi bambini del paese.

Gli ingredienti ci sono tutti. I colpi di scena si susseguono a non finire, scanditi da una prosa dal ritmo incalzante, che invoglia a continuare nella lettura. Le rivelazioni avvengono per gradi e coinvolgono i protagonisti in momenti distinti. È come se la storia si evolvesse su più piani paralleli, comunicanti fra loro soltanto alla fine. Alcuni soggetti infatti agiscono e prendono parte alla trama senza mai interagire né conoscersi fra loro. Quindi, per tutte le circa seicento pagine, si avverte una sensazione di forte aspettativa, affinché la verità possa finalmente trionfare e palesarsi a tutti.

Lo stile di Pastor è essenziale, scorrevole e basato sui dialoghi. Strano come eventi traumatici e personaggi spregiudicati possano portare i protagonisti a prendere coscienza di una serenità, che sembrava irrimediabilmente perduta.

La figura di Nora ha destato la mia simpatia ed è il mio personaggio preferito. Una donna descritta come “priva di scrupoli” che ha dimostrato come si possa essere “madre” pur non avendo mai partorito un figlio.

Dopo Il Giocattolaio, ecco un’altra prova magistrale di Stefano Pastor. Figli che odiano le madri sembra il romanzo di uno scrittore maturo e non di un autore il cui esordio sia avvenuto da poco.

Attenzione al titolo però, perché nei libri di questo scrittore, niente è mai come sembra.

Cristina Biolcati

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