“E se” di Giorgio Mosetti

ISBN: 9788897733065 pagine 224 prezzo copertina €13.00

ISBN: 9788897733065
pagine 224
prezzo copertina €13.00

Un uomo, una fortezza in cui è rinchiuso da oltre vent’anni senza neppure saperne il motivo, e una fuga. L’ultima. Comunque vada. Il Capo è stato chiaro al riguardo. Se scappa ancora, questa volta ad attenderlo c’è il sotterraneo. E nessuno è mai uscito dal sotterraneo. A dargli la caccia, i carcerieri. Sullo sfondo, a sud, la leggendaria barriera dei monti Pas. Un luogo ostile e insuperabile da cui, si dice, nessuno ha mai fatto ritorno. Ma anche, forse, unica via di salvezza. Ad aiutare l’uomo lungo il cammino, un vecchio bizzarro che vive in una chiesa sconsacrata con la stravagante abitudine di dare il nome agli alberi, e una donna con un bambino, moglie e figlio di un uomo che si è arreso troppo presto; tutti uniti da un cammino che potrebbe persino portarci fino lassù, in cima a quegli stramaledetti monti Pas, per scoprire se, come racconta la leggenda, è la dimora del demone della montagna. Oppure, perché no, lo scrigno dell’unica risposta possibile a tutti i perché”.

Ho scelto questo libro dalle schede stampa, inviateci dalla casa editrice La Caravella, per due elementi paratestuali che mi hanno attratta: la copertina completamente nera e l’immagine di un vecchio dal volto sfregiato e dallo sguardo morbido. Ho percepito subito una sensazione di contrasto. Quando mi è arrivata l’edizione cartacea (impeccabile in ogni dettaglio come ogni pubblicazione de La Caravella) ho trovato originale un altro elemento paratestuale: la quarta di copertina scritta in orizzontale e non in verticale come negli altri libri. Le sensazioni gradevoli avvertite dalla foto della scheda stampa venivano mano mano rinforzate anche dalle prime pagine del libro, nelle quali ho ritrovato delle citazioni a me care: “il coraggio assume molte forme. C’è il coraggio fisico e il coraggio morale, e poi ne esiste un tipo ancor più nobile: il coraggio di affrontare il dolore” (R. Tollis) e “e’ impossibile scrivre in pace, se quello che si scrive vale qualcosa” (C. Bulowski).

In queste citazioni, alla fine della lettura del libro, ho ritrovato l’epicrisi di tutto il romanzo.

Un libro intenso, sorprendente, curato in ogni aspetto e con una trama e snodi narrativi avvincenti. Lo si inizia e lo si deve finire, perché il lettore diventa il protagonista che fugge da quella fortezza e rischia tutto per recuperare la propria libertà. Questo romanzo rappresenta, infatti, una sorta di lettura metaforica proprio della ricerca della personale libertà fisica e psichica. La fortezza identifica le nostre costrizioni; catene e vincoli spesso costruiti inconsapevolmente. E il “scrostarsi “ di dosso e dall’anima tutto questo è paragonabile ad una fuga non solo da un luogo, ma anche da individui che sono i guardiani di quel luogo doloroso. Nella fuga si incontrano persone che possono aiutarti, accoglierti e darti risposte. Con la consapevolezza che: “è bello avere dei sogni, dei progetti. Un obiettivo da raggiungere e per il quale lottare con tutte le forze, fino in fondo. Ma questo al ragazzo non l’avevo detto. Avevo preferito evitargli la delusione di scoprire quanto la vita potesse essere crudele con le proprie speranze”.

La vicenda è di fantasia, a tratti onirica, sapientemente arricchita da tinte noir che motivano il lettore a girare velocemente le pagine costringendolo ad una lettura continuativa. Ho particolarmente apprezzato come sono stati tratteggiati i personaggi senza eccedere in inutili descrizioni. Ma l’elemento che mi ha sorpresa maggiormente è lo stile di questo autore. Capace di usare un fraseggio corto ed essenziale nelle parti dove il personaggio intraprende la fuga portando il lettore ad avvertire ansia, trepidazione e un palpabile senso di pericolo. Stile che muta, diventando “morbido”, con frasi dilatate, nei momenti di quiete, nei quali si dà spazio alla riflessione e ai dialoghi.

Splendido libro e scoperta di un autore che ha tutte le carte in regola per diventare uno scrittore molto interessante nel panorama della narrativa italiana contemporanea.

L’autore:Giorgio Mosetti

Giorgio Mosetti, geometra, nato a Gorizia nel 1966, ha esordito con il racconto L’appuntamento, vincitore del Premio Fonopoli 2002, e successivamente pubblicato nella raccolta L’uomo d’argilla.

Altri libri editi da La Caravella Editrice: La panchina sotto il pino, Nonostante me e Dove tutto finirà.

tesoRecensione e intervista a cura di Giuliano Tesorieri (Teso)

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