“Méto. La casa” di Yves Grevet

ISBN: 9788871065953 Edizioni Sonda pagine 163 disponibile in ebook

ISBN: 9788871065953
Edizioni Sonda
pagine 163
disponibile in ebook

“Su un’isola deserta, in una grande Casa, 64 ragazzi vivono isolati dal resto del mondo: divisi in gruppi, ciascuno con un colore diverso, devono obbedire agli ordini dei Cesari, che li sorvegliano a vista, li puniscono quando non osservano le regole e soprattutto vietano loro di fare domande. La loro paura più grande è crescere troppo, ed essere portati via dalla Casa. Ma verso quale destinazione? Méto è un Rosso, uno dei più grandi. Non ha nulla da perdere, anzi è disposto a tutto pur di conoscere la verità: dove si trovano lui e i suoi compagni? Perché non ricordano nulla della vita prima della Casa? Quale futuro li attende? È venuto il momento di ribellarsi, e niente sarà più come prima”

Torniamo a parlare di Yves Grevet, un autore francese che ho scoperto da poco tempo e che mi piace molto.
Yves Grevet è famoso per la sua trilogia Méto, che ha vinto ben 8 premi letterari.
Una serie distopica, d’avventura, che possiamo inserire anche all’interno della letteratura carceraria.
Si appresta ad incantare i ragazzi a partire dagli 11 anni ma io, ve lo devo dire, gli 11 anni li ho passati da un pezzo e sono rimasta ugualmente colpita.
La casa è un libro che non ti aspetti, una vera perla della letteratura francese odierna.

La casa si trova su un’isola, è piena di stanze e non a tutte è consentito accedervi (questo mi ricorda un po’ la storia di Barbablù =) ). Al suo interno vivono i Cesari, che sono degli omoni pelati e barbuti che hanno il compito di controllare che la disciplina sia sempre rispettata, e i ragazzi, che sono divisi per colore in base all’età.
Méto, il protagonista, appartiene ai Rossi, i più grandi. I Rossi hanno paura perché una volta che si è diventati troppo grandi, non si sa dove si va a finire.
La disciplina è serrata, ecco perché prima parlavo di letteratura carceraria. I ragazzi non possono fare domande, non sono liberi di pensare, ogni attività è organizzata alla perfezione (persino le attività ludiche) ed anche il cibo deve essere masticato con criterio (devono intercorrere 50 secondi tra un boccone e l’altro).

Il giorno in cui Méto aiuterà un bambino più piccolo di lui a capire come funzionano le dinamiche della casa, e quindi lo “inizierà”, comincerà a porsi delle domande: chi sono veramente? Qual è il mio vero nome? Quanti anni ho e da dove vengo?
Proprio in quel momento il regime totalitario si incrinerà.

Méto comincia ad indagare ed a capire che quello in cui vive non è un sistema perfetto, che molto di ciò che viene fatto è ingiusto. Inizialmente scoprirà che tutti i ragazzi della casa vengono drogati tramite l’acqua per farli dormire più profondamente la sera e, via via, arriverà a conclusioni interessanti.

Verrà aiutato da Remo, un ragazzo che vive sempre all’interno della casa ma lontano dagli altri e si incontrerà con lui all’interno della cella frigorifera; la cella in cui vengono rinchiusi per giorni i ragazzi che non rispettano le regole.
Questi incontri con lui ed altre scoperte saranno sempre più illuminanti per Méto e lo aiuteranno a capire che, prima o poi, dovrà fuggire dalla casa.  Avete notato questo interessante richiamo all’antica Roma? I Cesari, Remo…

Méto aveva degli amici nella casa. Ma sapere di chi ci si possa fidare e di chi no è un lavoro arduo. Il protagonista dovrà scoprire chi sono i suoi veri amici perché molte spie si nascondono dietro volti da ragazzi innocenti; per farlo avrà bisogno di controllare le proprie emozioni ed ovviamente non dovrà farsi scoprire.
Lui è un ragazzo molto coraggioso e, verso la fine del volume, capirà certamente quali sono gli amici di cui potrà fidarsi. Solo a quel punto la rivolta contro i Cesari avrà inizio.

La scrittura è parecchio scorrevole, ti cattura, è intrigante; la narrazione è in prima persona ed il tutto viene raccontato sempre in modo molto obiettivo. Non posso esprimermi sulla traduzione perché non conosco il francese ma quest’edizione è un vero gioiellino. L’italiano è molto corretto, per non parlare poi dell’impaginazione, della scrittura leggermente più grande del solito, della copertina patinata in cui Méto è in risalto rispetto agli altri appartenenti al gregge…
Insomma, è un libro davvero bello e ve lo consiglio di cuore! Pensate che io sto già finendo di leggere il secondo libro!

Ci rivediamo sul blog per la prossima avventura di Méto! Riuscirà a scappare?

Chiara B. (ladamagrigia)

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