“Il motivo per cui salto”, di Naoki Higashida

ISBN 9788820055837 edito Sperling & Kupfer pagine 177 prezzo di copertina 14 €

ISBN 9788820055837
edito Sperling & Kupfer
pagine 177
prezzo 14 €

Che cosa si prova a essere autistici? Come possiamo sapere che cosa pensa o sente una persona – in particolare un bambino – affetta da autismo, così da poterla aiutare? “Il motivo per cui salto” fornisce alcune risposte. Autistico grave, Naoki ha imparato a comunicare indicando le lettere su una “tastiera di cartone”: il suo libro, scritto quando aveva appena tredici anni, ci offre l’opportunità di guardare all’interno della mente di un ragazzo autistico. Ci spiega il comportamento – spesso spiazzante – di chi, come lui, è affetto da tale disturbo, ci invita a condividere la sua percezione del tempo, della vita, della bellezza e della natura, e ci regala un indimenticabile racconto breve. Naoki dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che le persone come lui non mancano di immaginazione, di senso dell’umorismo e di empatia, e al tempo stesso ci rivolge una supplica sincera, chiedendoci di avere pazienza e compassione. Per lo scrittore David Mitchell, “Il motivo per cui salto” è stato un dono di inestimabile valore, perché gli ha concesso di entrare nella testa del figlio, anch’egli affetto da autismo. Con la collaborazione della moglie KA Yoshida, ha tradotto in inglese questo libro con la speranza che possa aiutare altre persone, vincendo una volta per tutte alcuni dei miti più diffusi riguardo a questo disturbo. Per Franco Antonello, autore con il figlio Andrea del volume “Sono graditi visi sorridenti” questo libro è in grado di “guidarci a comprendere una maniera di ragionare completamente diversa…”

Oggi Naoki Higashida ha 22 anni ed il suo The reason I Jump, scritto all’età di 13 anni, rappresenta un ammirevole tentativo di far comprendere al mondo cosa accade nella mente e nello spirito di un soggetto autistico.
L’autismo è un grave disturbo neuropsichiatrico dello sviluppo che si manifesta sin dalla nascita oppure quando il bambino è ancora piccolo. Cosa differenzia un bambino autistico da uno normale? Certamente il comportamento. I bambini autistici, infatti, assumono dei comportamenti “strani” come ad esempio attuare gesti stereotipati, non avere senso del pericolo, mettere tutto in perfetto ordine ripetutamente, ritirarsi socialmente, non mostrare affetto, non saper esprimere i propri bisogni né le proprie emozioni ecc
Oggi l’autismo è molto più diffuso rispetto al passato e colpisce circa un bambino su 150. Prima si credeva che non esistesse speranza per queste persone ma adesso esistono diverse tecniche di intervento che, se attuate sin dalla più tenera età, possono migliorare notevolmente il funzionamento comportamentale e cognitivo. Tra le tecniche più efficaci troviamo appunto quella cognitivo-comportamentale. In ogni caso sono importanti il supporto all’apprendimento e all’intenzionalità motoria del bambino.

La scrittura del libro è molto semplice, essendo stato scritto da un tredicenne, ma non per questo il contenuto è banale…anzi, si nota la maturità del piccolo Naoki. In effetti, come fa notare Franco Antonello nella prefazione, i bambini autistici non potendo comunicare con l’esterno, passano molto tempo ad osservare sia sé stessi che gli altri, sviluppando un occhio molto critico e un’estrema sensibilità per le interazioni sociali.
Il libro è, in sostanza, un racconto breve in cui Naoki risponde a diverse domande dirette, ad esempio: perché ignori le persone che parlano con te? Perché sei inespressivo? Perché non fai subito quello che ti viene detto?
Proprio a quest’ultima domanda Naoki risponde: “Non ho mai l’impressione che il corpo mi appartenga davvero , anche se, guardandomi, non si direbbe. Fa sempre ciò che vuole, non si lascia controllare. E io, imprigionato in lui, devo lottare con forza per obbligarlo a fare quello che gli ordino.”
Anche l’incipit del libro comincia con una domanda che Naoki rivolge a noi: cosa fareste se all’improvviso non aveste più il controllo del vostro corpo? Oppure se voleste parlare ma non poteste farlo?

Il motivo per cui salto fa riflettere molto e rappresenta un importante saggio di sensibilizzazione su questa tematica. Come mai questo titolo?

“[…]Quando salto è come se toccassi il cielo. Il mio bisogno di essere inghiottito dal cielo è così forte che il cuore mi batte forte, sul serio. Riesco a sentire molto bene le parti del mio corpo: le gambe che spingono, le mani che applaudono. E questo mi fa stare benissimo.[…]Saltando, in pratica cerco di sciogliere le corde che legano il mio corpo. Mi sento più leggero, e penso che ci sia un motivo preciso se il mio fisico è attratto dal cielo”

Alla domanda: ti piacerebbe essere normale? Naoki da’ una risposta che, secondo me, accomuna un po’ tutte le persone che soffrono (ecco perché non possiamo dire che gli autistici manchino di empatia):

“[…]Per me l’autismo è la normalità, quindi non so bene che cosa sia la vostra normalità. Ma se imparo ad amare me stesso, non sono più sicuro che sia così importante distinguere tra persone normali e autistiche”

Il bisogno di Naoki di ribadire che vorrebbe fare tantissime cose ma che si rassegna ad attuare solo ciò che il corpo può fare è l’elemento che ha commosso i lettori di tutto il mondo.

I bambini autistici possono sembrare stupidi ad un primo sguardo, ma in realtà dentro di loro c’è un mondo infinito e una concezione e percezione della realtà molto diversa dalla nostra.
La pazienza è ciò che Naoki ci chiede di avere con lui e con tutti gli altri che soffrono di autismo in maniera più o meno grave (infatti sarebbe più corretto parlare di disturbi dello spettro autistico).
Per i genitori non è un compito facile crescere un bambino che presenta tutte queste problematiche ( per non parlare poi dello Stato che non considera adeguatamente questo disturbo e di conseguenza non aiuta le famiglie) ma, proprio per questo, essi hanno una responsabilità ancora più grande e cioè quella di far sì che il loro bambino si senta amato e che non soffra più di quanto già non faccia a causa dell’incomprensione della gente che non sa, oppure dell’incomprensione che a volte loro stessi dimostrano. Ecco perché questo libro è molto importante, perché costruisce un ponte tra noi e loro. Esso assolve una funzione che diversi film e libri, sebbene bellissimi, non riescono a fare in maniera eguale (ma proprio perché non sono concepiti per fare una cosa del genere!). Qui impariamo l’essenza umana che va oltre la disabilità.

Infine esprimo due paroline sulle illustrazioni che costellano il libro di quando in quando. Sono realizzate da Kai e Sunny, due artisti le cui opere sono entrate negli archivi delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra. Prendendo questo racconto come fonte di ispirazione, hanno realizzato delle illustrazioni molto belle che richiamano in maniera forte la natura e soprattutto la concezione che Naoki ha della natura, ossia un posto in cui può essere se stesso.
Un bambino autistico è un essere umano esattamente come tutti noi. Prova emozioni, vuole socializzare, vuole ubbidire a mamma e papà anche se non riesce ad aderire ai nostri standard di comportamento. Comprende e ci comprende molto bene, solamente è intrappolato in un corpo che non lo ascolta.

 © Chiara B. (ladamagrigia)

Siti utili:
A.N.G.S.A. (associazione nazionale genitori soggetti autistici)
Sito ufficiale di Kai e Sunny
Film consigliati:
Rain man
Adam
Mi chiamo Sam

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