“Non prima che siano impiccati” di Joe Abercrombie

ISBN: 8898172192 Editore: Gargoyle Collana: Extra Pagine 703 Prezzo: 19,90 €

ISBN: 8898172192
Editore: Gargoyle
Collana: Extra
Pagine 703
Prezzo: 19,90 €

Noi dovremmo perdonare i nostri nemici, ma non prima che siano impiccati”, recitava il poeta tedesco Heinrich Heine. Versi spietati da cui Joe Abercrombie ha estrapolato il titolo del secondo volume de La Prima Legge (recensione del primo volume) . E’ proprio la spietatezza il direttore d’orchestra di questa saga, paragonabile a una marcia funebre piena di suoni sporchi, assordanti e stridenti. Una perfetta colonna sonora per la visione disincantata della vita che ci propina l’autore, in cui non c’è spazio per il buonismo. Il cattivo è semplicemente il nemico di turno che sta dall’altra parte della trincea. Il male è solo questione di prospettiva, chi lo compie è convinto di agire per una giusta causa, che il più delle volte si rivela essere pura sopravvivenza.

A testimonianza di quanto detto la guerra è ancora l’evento preponderante della trama. Ma ad arricchirla ci sono una serie di subplots che allargano lo scenario, portandoci alla scoperta di territori sperduti e di altre culture del Mondo Circolare. 

Il Maggiore Collem West, un personaggio che impareremo a conoscere meglio, verrà spedito a Nord insieme alle armate dell’Unione per arginare l’avanzata di Bethod.

Un’ennesima minaccia si affaccia sulle colonie nel Continente del Sud. L’indomito impero di Gurkuhl viene aizzato alla guerra dal nuovo imperatore Uthman-ul-Dosht, un tiranno deciso a espandere i confini del regno e epurarlo dai colonialisti. L’ultimo baluardo dell’Unione in quelle terre deve quindi resistere a tutti i costi. A Sand dan Glotka spetta l’arduo compito di mantenere inviolata la fatiscente città di Dagoska, preda di un imminente assedio da parte dei Gurkish. Ma un’ulteriore incombenza attende l’Inquisitore storpio: fare luce sull’omicidio che ha privato la città del suo Superiore.

Un altro personaggio acquisisce importanza nella trama: il Primo Mago Bayaz. All’apparenza schivo e custode di arcani segreti di cui si è lasciato sfuggire solo qualche sporadica e poco esaustiva spiegazione, è intenzionato a intraprendere una spedizione ai confini del Mondo per recuperare una reliquia risalente a un passato leggendario. Lo accompagneranno nel viaggio il suo apprendista Quai, Novedita il Sanguinario, Jezal dan Luthar, il Navigatore Piedelungo e la scontrosa Ferro Maljinn. Su quest’ultima si prospettano sviluppi molto promettenti.

Se ne Il Richiamo delle spade il ritmo era più incalzante, qui l’autore scala di marcia per meglio approfondire i vari aspetti contestuali dell’ambientazione. Si accennerà ai Tempi Antichi, quando l’Aldilà e il mondo terreno erano comunicanti e i demoni camminavano tra gli uomini. Verrà fatta luce sul concepimento della magia, sugli usi sconsiderati che se ne fecero e sulle lotte che ne derivarono. Vi sono digressioni storiche anche sulle popolazioni esotiche in cui si imbatteranno i protagonisti, lasciando trapelare la cura che l’autore ha posto nel particolareggiare il Mondo Circolare. Si noterà inoltre come la magia ideata da Abercrombie si presenti come qualcosa di avveniristico, frutto delle conoscenze avanzate dei primi Maghi che, per scongiurare una catastrofe a causa di eventuali manomissioni da parte di mani inesperte, custodirono i loro manufatti in luoghi remoti o ben protetti. In virtù di questo Bayaz e i suoi compagni partiranno per i confini del Mondo.

A voler essere onesti, le varianti in questo secondo volume sono poche. I subplots si limitano a ampliare i nostri orizzonti conoscitivi, ma ai fini della trama non apportano nessuno stravolgimento. Come ho già detto il ritmo è meno rocambolesco e travolgente. Il tutto risente di un’eccessiva linearità narrativa, priva di quegli scossoni o cambi repentini di rotta che ci hanno fatto trattenere il fiato nel volume precedente. A mio avviso ci troviamo alle prese con la classica “sindrome da libro di mezzo”: un lineare trampolino da percorrere prima del momento più spettacolare, il balzo, che si compirà solo nella terza e ultima parte.

Abercrombie promosso anche questa volta? Si, ma da lui ci si aspetta di più.

Recensione a cura di Christian Lamberti (Ludusinweb)

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