“Il paradiso dei diavoli” di Franco Di Mare

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ISBN 9788817056168
Ed. Rizzol
i Collana Di tutto di più
2012, pag. 391 rilegato
Prezzo € 18,00

“Na botta ‘ nfaccia e non ce pienze cchiù” gli avevano detto quando era alle prime armi. Una botta in faccia e via i cattivi pensieri. E così era stato. Ne aveva viste di facce di fronte alla canna della pistola nel corso della sua carriera da specialista. Facce perplesse o disperate, facce rabbiose, impietrite, facce inutilmente supplicanti. Perfino facce rassegnate. Ma sempre facce di merda. Facce da camorristi. Come la sua.

È questo il pensiero che pervade la mente di Carmine prima di commettere un delitto di camorra o per meglio dire di “consegnare un pacco”. Carmine però non è un camorrista come tutti gli altri; Carmine ha studiato ed è stimato al dipartimento di filologia romanza della Federico II. Carmine si nutre di arte, letteratura, cultura e della sua adorabile Lena, professoressa di filosofia con cui condivide una vita apparentemente idilliaca. E allora perché Carmine decide di diventare un killer spietato …

Giuann ‘o pazzo invece uccide perché ne sente il bisogno. Per lui “na botta ‘ nfaccia” è una droga, non può farne a meno, è una scarica di adrenalina a cui non può rinunciare. Quello che lo esalta di più non è il momento dello sparo in sé ma l’istante prima: l’attimo in cui la vittima realizza la sua fine. La necessità di tale emozione è talmente forte che anche nel periodo in cui non gli vengono commissionati pacchi deve comunque dar sfogo a questo impulso malsano.

Carmine e Giuann non sono però gli unici due personaggi che spiccano all’interno dell’opera. Di Mare ha messo in scena una moltitudine di “attori” e soprattutto una moltitudine di vizi che popolano i chiassosi vicoli napoletani. Ma la  vera protagonista del romanzo è proprio lei: Napoli.

Una città in cui il confine tra giusto e ingiusto è particolarmente sfumato. Una città che presenta due anime: quella linda, fatta di straordinarie bellezze, dal cuore generoso; e quella sporca e corrotta, fatta di altrettante bruttezze e che un cuore non ha.

“Napoli era così: meravigliosa da lontano; scomposta, inafferrabile e indecente da vicino. ‘Nu quadro ‘e luntananza, il paradiso abitato dai diavoli …”

Se Napoli è l’indiscussa protagonista dell’opera, la tematica che fa da filo rosso a tutta la vicenda è la lotto tra il Bene e il Male. Senza alcun dubbio il male è presente in ogni luogo, ma perché in questa città rappresenta, se non la strada maestra, l’alternativa per eccellenza???

Lo stile dell’autore è scorrevole, fluido e coinvolgente. Spiccano all’interno del romanzo accenni al parlato napoletano, proverbi e modi di dire che danno il quid in più all’opera e facilitano il trasporto del lettore nell’ambientazione partenopea.

Un libro sicuramente consigliato agli amanti dell’attualità e delle tematiche sociali che affliggono i nostri tempi.

Recensione a cura di Antonella

 

download (2)FRANCO DI MARE è nato a Napoli nel 1955. Giornalista, dopo vent’anni come inviato di guerra, è passato alla conduzione televisiva (Speciale Tg1, Uno Mattina, Uno Mattina Estate e Sabato domenica e… la tv che fa bene alla salute). Ha ricevuto numerosi premi, fra cui due Oscar della televisione per i suoi reportage dal fronte. Raccogliendo alcuni ricordi dalle zone calde del pianeta, ha costruito uno spettacolo teatrale che è poi diventato un libro molto apprezzato: Il cecchino e la bambina (Rizzoli, 2009). Non chiedere perché è il suo primo romanzo.

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