“House of Cards” di Michael Dobbs

ISBN: 9788876255182 traduzione S. Tummolini pagine 447 disponibile in ebook

ISBN: 9788876255182
traduzione S. Tummolini
pagine 447
disponibile in ebook

E’ il 1987 quando l’ex capo dello staff di Margaret Thatcher, Michael Dobbs, si dimette. Mentre la Lady di ferro è impegnata a vincere le elezioni, Dobbs scrive House of Cards, primo libro di una serie che ruota intorno alla controversa figura di Francis Urqhuart. House of Cards (anteprima) racconta delle stanze del potere in una storia dall’ambientazione quasi contemporanea a quella della pubblicazione (1989), aspetto che contribuirà a decretarne il successo sia di pubblico che di critica. Arriva in Italia nel 2014, edito da Fazi editore, in contemporanea con la messa in onda della serie tv omonima prodotta dal network americano Netflix e importata in Italia da Sky Atlantic.

House of Cards si apre alla vigilia della rielezione del successore della Thatcher in un momento di grande sfiducia nel governo da parte del popolo inglese. Urqhuart ricopre il ruolo di Chief Whip, una sorta di garante della disciplina interna al partito, una figura importante ma che agisce nell’ombra, responsabile delle interazioni dei parlamentari con il capo del governo e del mantenimento della facciata del partito. In quanto Chief Whip, Urqhuart ha contribuito a seppellire gli scheletri negli armadi di molti parlamentari ed è a conoscenza di tutti i loro passi falsi. Sono queste le informazioni che userà per cambiare le carte in tavola quando, all’indomani della rielezione, il Primo Ministro non riconoscerà i suoi meriti con un Ministero, ordendo una trama complessa e machiavellica.

Trattandosi di un romanzo che esplora i meccanismi del governo inglese, potrebbe inizialmente risultare un po’ ostico a un lettore che non abbia familiarità con l’organizzazione politica del Regno Unito, ma dopo le prime pagine di acclimatamento, quando il piano del protagonista si mette in moto, la lettura diventa scorrevole e appassionante. La trama si dipana molto lentamente ma non mancano i colpi di scena. Tuttavia, seppur ben orchestrato il romanzo a partire dalla seconda metà diventa poco coerente con la storia plausibile che vorrebbe raccontare.

I personaggi sono forse il punto più debole del romanzo, a parte l’affascinante quanto temibile Francis Urqhuart, gli altri sono tutti molto stereotipati, dalla moglie Mortima, ambiziosa e assente, alla giornalista sexy e stacanovista, al cocainomane e così via.

House of Cards è un romanzo che ha più di 20 anni, ma che è ancora attuale, e tristemente universale, quando mette in scena con cinismo e sagacia i giochi di potere, le alleanze di comodo e gli scandali costruiti a tavolino. E lo è ancora di più quando racconta delle strette di mano tra politica e grandi testate giornalistiche.

Tuttavia non si tratta di un’opera letteraria di grande pregio, l’approfondimento psicologico dei personaggi è praticamente nullo e alcuni espedienti utilizzati per portare all’epilogo scelto dall’autore soffrono di una penna non abituata al genere, risultando un po’ deboli.

A questo primo romanzo ne seguono altri due, To Play the King e The final cut, che plausibilmente verranno pubblicati in traduzione in occasione della messa in onda delle successive stagioni della serie televisiva americana.

© Chiara Gorgibus (Gorgibus)

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