“Quando sorride il mare” di Floriana Porta

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ISBN: 9788898590087
AG Book Publishing
Collana “Le Cetre”
Brossura
Pagine 64
Prezzo: € 9,90

Quando sorride il mare è la terza silloge poetica pubblicata dalla torinese Floriana Porta che, dopo Il respiro delle ombre e Verso altri cieli, torna ad incantare con i suoi versi. L’opera, edita da Ag Book Publishing nel marzo 2014, è divisa in tre parti e comprende 55 poesie e 18 haiku, con la prefazione di Angela Wilde.

Protagonista assoluto è il mare, dal quale la poetessa trae ispirazione e, attraverso i suoi elementi, crea poesia. Ne scaturisce una sorta di diario intimo e misterioso, in cui si avvertono le attitudini dell’autrice. Vi è l’attenzione per i particolari tipica di chi ama la fotografia, e la “colorazione” suggestiva della pittrice.Le bocche dei pesci sono invisibili voci che avvolgono e accarezzano, immerse in un’acqua primigenia che sgorga dalla terra. Come moderno Talete, secondo il quale il principio della vita era l’acqua, da cui tutto si è formato, si evince in questi versi il desiderio di scoprire un punto d’origine. Parole come “primigenio, primordiale”, indicano un senso ancestrale di inizio, di fonte. Embrioni e fossili depositati sul fondo del mare, sono visti come un oceano delle origini. “Noi viviamo nell’istante/ di una forza procreatrice/ che abita ogni cosa” (Nelle spire del nautilo). Tra questi scheletri e la desolazione degli abissi marini, nasceranno nuovi sogni.

Se i versi non fossero pervasi da una malinconica voce di fondo che si pone domande esistenziali, leggere queste poesie, soprattutto nella prima parte, sarebbe stato come fare un’immersione nei fondali marini. Si assaporano i colori, gli odori, la ricchezza della flora e della fauna che il mare racchiude in sé.

Così come la prima parte appare descrittiva, la seconda diventa intimista. Il mare parla e solo coloro che conoscono l’amore possono comprendere il suo linguaggio. Alla poetessa sembra di andare alla deriva dentro un “mare di ricordi”, ed ecco che qui il mare diviene metafora per esprimere qualcosa di più grande, un sentimento, uno stato d’animo. “Fruscii e luccichii/ dentro cui smarrirsi/ ineludibile/ spettacolo/ del mio fantasticare..” ( Tutto è mare).

“Il mare non dice, serpeggia sotto pelle”, afferma la poetessa. Tutto sembra unito da reticoli filamentosi. Un mare che da “fisico” diventa più “teorico”, pulsante di vita e materia.

In alcune strofe si avverte un riferimento ai grandi del passato, quali Coleridge e Baudelaire, con le loro ballate di antichi marinai e poesie che celebrano uccelli marini. “Ti aspetto là, nella fulgente aurora,/ verso i confini dei miei pensieri,/ sulla stessa rotta degli albatri”. (Ti aspetto là). L’orizzonte è visibile solo a coloro che amano, mentre la poetessa, che sempre si rivolge ad uno struggente amore che rischia di perdersi nelle cortine del tempo, dichiara di avere il mare dentro. I microcosmi marini diventano raccoglitori di sogni e di evasioni, in un mare ancora tutto da tracciare.

Nella terza parte, sembra che l’autrice voglia tirare le somme, giungere a delle conclusioni. I poeti hanno inghiottito le voci del mare. “Soffoco/ le mie paure/ nella morsa/ di nubifragi rumorosi./ Si fa distante/ la Luna” (Maree apogeali).

I mari senza nome diventano i mari degli amori perduti. È tutto in divenire, si deforma e si cancella. È un mare che presenta in sé una dicotomia. Una contraddizione interiore di opposti che coesistono. Prima sfama e poi masticherà. “Mare come incontro di spirito e carne, luogo di resurrezione. Palcoscenico fra gli dèi e gli uomini”. (Senza titolo).

E mentre leggiamo gli haiku che concludono la silloge, componimenti brevi, senza titolo, tratti dalla tradizione poetica giapponese, rimane una convinzione ad aleggiare nell’aria. La sensazione che la poetessa, facendoci immergere nelle meraviglie dei suoi fondali marini, ci abbia chiesto aiuto. Nessuno sa rispondere alle sue domande, e lei resta sola, sospesa, fra il mare e la terra.

               INTERVISTA alla autrice FLORIANA PORTA 

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Floriana Porta, autrice della silloge poetica Quando sorride il mare, è nata a Torino nel 1975. Artista poliedrica, si occupa di pittura, poesia e fotografia. A Il libro del martedì l’abbiamo intervistata per voi.

Benvenuta Floriana e grazie per la tua disponibilità. Come ti definiresti? Chi è Floriana Porta?

Sono una poetessa che ama l’arte in tutte le sue forme. Amo la pittura (in passato ho esposto i miei acquerelli in diverse mostre nell’Astigiano), la fotografia (soprattutto astratta, concettuale, che combina diverse tecniche), ma soprattutto la poesia, con la quale cerco di esprimere tutta la mia creatività e immaginazione.

Come nasce il tuo amore per la poesia?

La mia passione per la poesia ha radici lontane. Già da bambina coltivavo numerosi interessi; posso dire di aver sperimentato diverse forme artistiche: il canto (ho fatto parte del coro dei Piccoli Cantori di Torino), la danza (classica, ritmica, ecc.), il disegno (una passione che mi ha tramandato mio padre, il designer e illustratore Alessandro Porta) e la scrittura (racconti e poesie). Tra tutte la poesia è l’arte che sento più congeniale e vicina per poter esternare i miei sentimenti.

La tua terza silloge, s’intitola “Quando sorride il mare”. Cos’è per te il mare? Che importanza ha nella tua vita?

Il mare è da sempre un tema amatissimo dai poeti e dagli artisti, e rappresenta la culla universale della vita. Come ho scritto un una poesia “tutto è mare”: un mare “d’acque primordiali” che vive, respira, sente e parla. Ogni goccia d’acqua racchiude un disegno di vita.

Hai pubblicato tre sillogi poetiche. Quale pensi sia l’idea di fondo che hai cercato di comunicare, e quale invece l’evoluzione che è avvenuta nei tuoi versi col passare del tempo?

Bella questa domanda. L’idea di fondo che unisce tutti i miei libri è la ricerca dell’essenzialità, la spiritualità e le riflessioni sull’esistenza. L’evoluzione della mia poesia coinvolge diversi fattori: una maggiore esperienza e una profonda consapevolezza, insieme ad una più intensa maturità.

Quali poeti preferisci e quali sono le tue letture?

Amo molto leggere libri di poesia (i miei preferiti sono quelli di Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Alda Merini e Giovanna Bemporad), di filosofia (principalmente María Zambrano e Pierre Teilhard de Chardin) e di arte (soprattutto pittura informale e fotografia).

Vuoi parlarci di un evento, di un ricordo, legato alla tua attività di poetessa che ti ha fatto particolarmente piacere?

Ne avrei tantissimi da raccontare. Ogni mia mostra, ogni mio libro mi ha regalato splendidi ricordi e grandi soddisfazioni, ma sicuramente il mio più bel ricordo è legato al mio primo libro di poesie: stringere in mano il frutto di tanto lavoro e passione, sfogliarne le pagine fu un’emozione così forte che non la dimenticherò mai.

Come nascono le tue poesie? Ci sono dei momenti particolari oppure luoghi che ti ispirano particolarmente?

Le mie poesie nascono spesso di notte, quando la città dorme e il tempo sembra fermarsi. La notte mi aiuta a liberarmi dal peso dei problemi e dei pensieri, catapultandomi in una realtà parallela nella quale sviluppo i miei sogni e le mie fantasie.

Si dice che la poesia sia morta. Quali sono le difficoltà che incontri, a diffondere i tuoi libri? Pensi anche tu che sia un genere difficile e circoscritto solo ad un ristretto numero di estimatori?

È noto che la poesia è un genere letterario di nicchia e non ha mai riempito gli scaffali delle librerie, ma negli ultimi anni, grazie soprattutto a internet (blog e social network), sta vivendo un periodo felice. Nuove voci stanno nascendo, ognuna con peculiarità espressive ben distinte e con nuovi punti di riferimento (web, cinema, tv, ecc.): questo segna inequivocabilmente un punto di svolta importante della poesia.

Progetti per il futuro?

Sta prendendo vita un bellissimo progetto che legherà le mie poesie agli scatti di un affermato e bravissimo fotografo naturalista: Stefano Ronchi. I miei haiku (brevi poesie di tre versi per un totale di diciassette sillabe) accompagneranno le sue splendide fotografie di uccelli e mammiferi ritratti nel loro ambiente naturale, nelle oasi e nei parchi italiani. Ho già avuto qualche tempo fa un’esperienza simile con la fotografa cremonese Alessandra Piasecka, realizzando con lei un libro fotografico (in versione digitale eBook) dal titolo “Intrecci d’acqua, terra e cielo” scaricabile sul sito dell’Associazione culturale La Recherche. Versi e immagini si fondono, si compenetrano armoniosamente: la poesia dà voce alle immagini, le immagini danno voce alla poesia.

A chi dedichi i tuoi successi, Floriana?

Li dedico a mio marito Claudio, a mio figlio Lorenzo e ai miei genitori. La mia famiglia mi è sempre stata vicina e mi ha sempre incoraggiata e sostenuta.

 Recensione ed intervista a cura di  Cristina Biolcati

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