“La vita in tempo di pace” di Francesco Pecoraro

ISBN 9788862209670 PONTE alle GRAZIE Ed. Ottobre 2013 pag. 512 Prezzo € 16.80

ISBN 9788862209670

“Ivo Brandani era perseguitato dal senso della catastrofe. La vedeva in ogni iniziativa di trasformazione della realtà, in ogni edificio (che può crollare), in un aereo in volo (che può precipitare), in un’automobile in corsa (che può sbandare), in una presa di corrente (che può andare in corto), in una pentola sui fornelli (rischio di incendio), in un bicchiere d’acqua (che può rovesciarsi), in un uovo fresco (che può rompersi): tutto ciò che sta in piedi può cadere, tutto ciò che funziona può smettere di farlo. Anzi, prima o poi avrebbe smesso di farlo, questo era sicuro.”

Questa è la storia dell’ultimo giorno di vita di Ivo Brandani. Già nelle prime pagine del libro l’autore narra di come Ivo abbia inalato un’ameba che ne avrebbe causato la morte poche settimane dopo. Ma questo libro non parla di morte, anzi. Bloccato in un aeroporto egiziano, Ivo riempie questo tempo vuoto con un monologo interiore che fa da cornice alla rievocazione di molti episodi della sua vita. Si ha così la possibilità di entrare nella testa del protagonista e di scoprire i suoi pensieri più intimi e seguirli nelle loro sequenze inconscie dagli esiti più impensati.

Quello che ne risulta è un viaggio all’indietro nel tempo alla scoperta della vita di Ivo. Partendo dalla vecchiaia tormentata dalla consapevolezza di aver vissuto un’esistenza mediocre si procede a ritroso scoprendo come Ivo avesse sognato di costruire ponti ma fosse finito a fornire consulenze, di come avesse cominciato a studiare filosofia per poi cambiare strada e diventare ingegnere, spinto da progetti grandi che rimasero soltanto sogni di grandezza. Ma in fondo si scopre che non è del tutto colpa sua: figlio di un uomo iroso e autoritario, che non perdeva occasione per scaricare i propri sbotti d’ira sull’unico figlio maschio, Ivo cresce ansioso e represso, anch’egli soggetto a scatti rabbiosi di cui si pente subito dopo. La figura del padre sovrasta come un’ombra tutta la vita dell’uomo, considerandolo come esempio dal quale allontanarsi negli anni della giovinezza, per poi accorgersi di assomigliarli più di quanto egli voglia ammettere.

Questo libro si rivela dunque come uno scorcio sull’animo di un uomo mediocre vissuto in Tempo di Pace. Questo tempo, che da il titolo al libro, sembra aver sancito il destino di una generazione intera che non avendo affrontato nessuna guerra non era stata capace di definire se stessa. “Noi, nativi della pace, non ci accorgiamo di come la non-guerra ci ha plasmato e reso diversi da tutti quelli vissuti prima di noi… […] Perché la pace ti fa proprio questo, non ti mette alla prova se non nella parte peggiore di te, ti cuoce per tutta la vita, lentamente, e quando arrivi alla fine […] ti stai ancora ponendo le domande che ti facevi all’inizio[…]”. Plasmato dal Tempo di Pace, Ivo riconosce di aver vissuto una vita da inetto. “Ma io qualcosa di me l’ho saputa lo stesso: sono un non-eroe, un non-coraggioso, un non dominante […]. Sono uno-che-molla, uno che per lui niente conta, se non restare in vita nelle migliori condizioni possibili… Questo ho scoperto di me, come specifico organismo prodotto dal Tempo di Pace.”

Siamo abituati a leggere di grandi uomini, fautori di gesta prodigiose, protagonisti di avventure incredibili e di amori impossibili. Questo libro non narra niente di tutto ciò e proprio questa è la sua forza. La capacità di ritrarre vita e pensieri di un uomo medio, quale potrebbe essere ogni uomo nato subito dopo la Seconda Guerra mondiale. Ci si ritrova fra le mani un dipinto realistico e potente, sapientemente dipinto dall’autore che, blocco per blocco, ricostruisce i tasselli che formano l’animo del protagonista. Partendo dalla fine,  il quadro appare oscuro all’inizio ma poi, componendo le varie parti, si ottiene nell’insieme una storia che sa di vita vera.

Scheda del libro (qui) e pagina fb dedicata al romanzo (qui)

Recensione a cura di Martina

Note biografiche dell’autore

Francesco Pecoraro (1945) è nato a Roma, dove vive. Ha pubblicato i racconti di Dove credi di andare(Mondadori, 2007; Premio Napoli e Premio Berto), le poesie di Primordio vertebrale (Ponte Sisto, 2012) e Questa e altre preistorie (Le Lettere, 2008), che racchiude le prose del suo Tash-blog.

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Informazioni su Il libro del martedì

Il blog della pagina FB "Il libro del martedì"
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