“La lettrice che partì inseguendo un lieto fine” di Katarina Bivald

Il lieto fine non si nega a nessuno

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ISBN 978882009140 Sperling & Kupfer (collana Pandora) Traduzione: Podestà Heir M.; Nerito R. pag. 400 Rilegato Prezzo di copertina € 16,90

Cosa lega una giovane bibliotecaria di Stoccolma ad un’anziana signora americana? Apparentemente solo un caso fortuito ma a svelarci tutto il retroscena, a tratti dolce e spesso amaro, prodromo di un finale lieve, saranno le numerose pagine di questo romanzo. L’autrice, Katarina Bivald, trentenne svedese la cui biografia assomiglia un po’ a quella della sua protagonista, è già candidata a diventare un caso letterario nel suo paese ed è in corso di traduzione in oltre sedici lingue.

Tornando alla trama, cosa posso dirvi senza svelare troppo la costruzione ed i retroscena del racconto? Una cosa che incuriosirà da subito il lettore più esperto è il troppo noto rapporto Europa-America, già caro alla penna di alti calibri come Henry James ed Edith Wharton che spesso facevano solcare l’Oceano alle loro eroine per redimerle, farle maturare, riservare loro un destino diverso. Nessun labirinto onirico, invece, per la Bivald, che sceglie il Nuovo Continente della provincia, lontano dall’eleganza di Whashington Square, così come privo della disarmante abilità prosaica del James maturo. L’autrice sceglie l’America come stereotipo della vita nuova, dov’è possibile reinventarsi, trovare un nuovo sé, scoprire nuovi mondi in un mondo possibile, all’interno di un quotidiano qualunque; quella che ci viene raccontata è quindi una storia semplice, capace tuttavia di catturare il lettore, tra qualche stereotipo ed altrettante sorprese. Sara, che è una ragazza un po’ chiusa, timida al limite dell’asociale, vive per e con i suoi libri, tanto da considerare suoi amici- in un virtuosismo di fantasia infantile e romantica- i protagonisti delle storie che legge. Forse la realtà le fa paura, oppure la sua vita non la soddisfa abbastanza; certamente dovrà compiere delle tappe. Per crescere ed evolversi, come donna e come personaggio, ha bisogno del coraggio dell’autrice che fisicamente la prende e le fa fare una sorta di viaggio di formazione, che la porterà sulle tracce della signora americana con la quale, nel frattempo, era nata una simpatica corrispondenza. Arrivata in America, Sara dovrà fare i conti con qualcosa di diverso e le sue aspettative saranno disattese da mille piccole avventure. Il destino le riserverà altre e diverse sorprese.

Scheda del libro (qui)

Recensione a cura di Maria Cristina Famiglietti

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