“Chi ti credi di essere?” di Alice Munro

ISBN 9788806183530 collana Supercoralli pagine 267 disponibile in ebook

ISBN 9788806183530
Einaudi 2012
coll.Supercoralli
pagine 267
disponibile in ebook

Rose è la bambina ribelle. È la bambina che immagina le cose. E queste cose, più sono assurde, più l’interesse si fa grande, chi se ne importa dei guai che potrebbero derivarne.
Rose, suo padre, la matrigna Flo e il fratellastro minore Brian vivono in uno sgangherato retrobottega di Hanratty, nell’Ontario, una zona molto povera del paese. La madre di Rose è morta a causa di una malattia polmonare. Flo appare come la classica matrigna, piuttosto severa e in eterna competizione con la figliastra: parla dell’atteggiamento di Rose definendola sfacciata, sciatta, superba e maleducata. “Oh, quante arie ti dai, ma chi ti credi di essere?”. Il rapporto tra le due è fin da subito conflittuale ma allo stesso tempo si intuisce la presenza di un legame profondo, un vero e proprio amore-odio.

A scuola, per la prima volta, scopre cosa sono le famose farfalle nello stomaco: solo che a provocare questa sensazione non è un ragazzo, bensì una ragazza più grande di lei, Cora, dai lineamenti forti e un’aria di matura indolenza soddisfatta. Lo sbocciare, crescere e fiorire dell’amore. Dell’amore sensuale, che ancora non sa bene su cosa concentrarsi. C’è l’incidentale differenza nel sesso della persona prescelta, ma per il resto è del tutto identico, la stessa cosa che ha sopraffatto Rose da allora in poi. Manco a dirlo, è Flo a demolire questo sentimento.

La piccola Rose si rifugia nei libri, ne porta a casa una pila ogni sera. Latino, algebra,storia antica e medievale, francese, geografia. Flo riserva loro l’ostilità che nutre per tutti i libri. Il padre, gravemente malato, come uno spettro vaga per la casa e Rose non ha il coraggio di guardarlo, non tanto per gli eventuali cambiamenti prodotti dalla malattia, ma per paura di leggergli negli occhi un commento severo su di lei. È per lui che porta quei libri, per farsi bella. Lui li osserva in effetti, però si limita a sentenziare “Sta’ attenta. Guarda che diventare troppo intelligente ti può far male”. Buona parte della vergogna di Rose dipende dall’essere femmina ma per sbaglio, dal non essere destinata a diventare una donna come si deve. Ma il vero problema è che pare convinta di avere in sé tutte le caratteristiche di suo padre da lui giudicate peggiori. Rose sogna ad occhi aperti, fantastica, vive di soli pensieri. Non ha ereditato le virtù della manualità, della precisione e dell’accuratezza nel lavoro. Rose è cresciuta, è un’adolescente ormai. Compie il suo primo viaggio da sola, verso Toronto, durante il quale è vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto. Ma Rose è anche la giovane studentessa di cui Patrick Blatchford si innamora perdutamente: i suoi sono ricchi, lui è un dottorando ventiquattrenne destinato a diventare insegnante di storia. Di Patrick, Rose non sopporta il modo di manifestare sprezzante sorpresa quando qualcuno non sa una cosa che invece per lui è nota, e anche la sorpresa e il disprezzo analoghi in caso contrario, quando cioè gli altri sono informati su cose che lui ignora. Rose si convince (ancora una volta si auto convince) che lui le fa pena e che deve aiutarlo. Si sforza di pensare a Patrick con ammirazione, ma qualcosa le urla dentro verità tremende. Rose recita il personaggio della compagna raggiante e premurosa ma continua a distrarsi, a combattere per soffocare i suoi veri sentimenti. Forse possono essere una coppia normale. È il forse che stona. Per un momento Rose si dimostra stranamente coraggiosa, respinge la proposta di matrimonio di Patrick, o meglio, inizialmente la accoglie, poi ci riflette e declina l’offerta: si tratta però del classico “giorno da leone”… il fatto è che la dolce Rose preferisce i mille da pecora.

Così finisce per sposare un uomo che dice di amarla ma la vuole cambiare, correggere, “aggiustare”.
Tra un amore clandestino e l’altro Rose arriva a capire che il suo matrimonio altro non è che una farsa, una montatura, anche se da questo apparente amore nasce una figlia, Anna.
Rose abbandona marito e figlia (la quale decide di rimanere con il padre) per trasferirsi a Gonzales Hill: ha trovato lavoro presso la stazione radio di un piccolo centro montano nel Kootenay. D’ora in poi ha modo di riflettere sui propri errori, sul proprio passato, anche e soprattutto grazie all’inaspettata saggezza della figlia.

Così una donna più matura e consapevole fa ritorno ad Hanratty e ritrova, nel tono brusco e inclemente dell’ormai vecchia Flo, prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un’esistenza interiore e il ricordo dell’unico amore mai raccontato, quello per il giovane Ralph Gillespie. Nuovamente torna la domanda retorica che fa da perno e che da il titolo a questo romanzo, rivolta da una maestra arcigna a una Rose di nuovo bambina: “Chi ti credi di essere?

 In questo anomalo romanzo di formazione, viene quindi delineata la figura di Rose, la protagonista, attraversando tutte le età della vita, dall’infanzia, passando per l’adolescenza fino ad arrivare alla piena maturità di Donna con la d maiuscola: un viaggio che vìola l’interiorità di un’anima fragile e forte allo stesso tempo, sincera ma anche opportunista, capace a tratti di darsi una definizione per poi cadere nella confusione più totale, tipica di una personalità “multisided” qual è quella di Rose.

La Munro ci mostra chiaramente, anche grazie a uno stile di scrittura piuttosto scorrevole, che “la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia”. Perché non dobbiamo mai scordarci che “panta rei” non è soltanto l’aforisma di Eraclito che si insegna alla prima lezione di filosofia. Tutto scorre, tutto è in divenire, anche ognuno di noi. Non siamo mai uguali a noi stessi, prima ce ne rendiamo conto meglio è. L’abitudine di categorizzare il mondo è un vizio di cui l’uomo non può fare a meno, data la necessità di semplificare la complessità che lo circonda: prestando più attenzione a questo aspetto, però, si può evitare di adottare un simile comportamento anche quando ha a che fare con degli esseri umani come noi, se non con noi stessi. È questo ciò che la Munro vuole sottolineare. E ci riesce perfettamente.

 Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è cresciuta a Wingham, in Ontario. Ha pubblicato, oltre a questa, undici raccolte di racconti e un romanzo. Fra i molti premi letterari ricevuti, per tre volte il Governor General’s Literary Award in Canada e il National Book Critics Circle Award negli Usa. Ha pubblicato Il sogno di mia madre (2001), Nemico, amico, amante…(2003), In fuga (2004), Il percorso dell’amore (2005), La vista da Castle Rock (2007), Segreti svelati (2008), Le lune di Giove (2008) e Troppa felicità (2011). Chi ti credi di essere? è stato pubblicato per la prima volta nel 1978.

Annunci

Informazioni su Il libro del martedì

Il blog della pagina FB "Il libro del martedì"
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...