“AMO TE … starò con lei per sempre” di Camilla Ghedini e Brunella Benea

Prezzo: 12,00 € Prezzo ebook: 6,99 € Genere: romanzo Collana: Fuoricollana Pagine: 188 ISBN:978-88-6155-567-9

Prezzo: 12,00 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Genere: romanzo
Collana: Fuoricollana
Pagine: 188
ISBN:978-88-6155-567-9

“Amo te…starò con lei per sempre” è il romanzo scritto a quattro mani da due amiche: la giornalista Camilla Ghedini e l’imprenditrice e consigliere comunale Brunella Benea. Pubblicato da Giraldi Editore nel 2014, è una storia tutta al femminile che narra della figura dell’amante, da sempre negata e bistrattata dalla società. Una donna innamorata che vive nell’attesa di conferme che mai arriveranno, condannata a subire gli umori di un uomo subdolo e pusillanime.

“La storia tutta è piena di donne talentuose e di successo che hanno scelto la verità di un amore sbagliato secondo il comune sentire, ma giusto secondo il loro sentire. Il punto è unico e universale: può capitare. E certe volte, va bene così”.

In amore non può esserci giudizio, si legge fra le righe, poiché tutto ciò che non è fatto in maniera intenzionale, non può essere negativo.

Per “riscattare” questa figura condannata a vivere nell’ombra e nella più completa solitudine dei week end e delle feste comandate, le due autrici azzardano una provocazione: istituire una vera e propria “Giornata Nazionale dell’Amante”. Tale festività farebbe di sicuro girare l’economia, visto che è risaputo che lo svilimento induca a spendere in maniera compulsiva. Naturalmente, in questa proposta legislativa è presente molta ironia. Non che si voglia arrivare a celebrare l’amante, ovvero “colei che ama”, ma neppure a compatirla. Non sempre si tratta di una “sfasciafamiglie”, o donna dai facili costumi, bensì ella agisce in preda ad un amore sbagliato. Può succedere a tutti di tradire e non c’è nulla di cui vergognarsi.

Le protagoniste della storia sono Florinda e Anita, un tempo amiche d’infanzia che si ritrovano per caso, alla soglia dei quarant’anni, riscoprendo la loro complicità. Entrambe hanno amato l’uomo sbagliato e ambedue ne sono uscite distrutte. Florinda è una giornalista freelance, che crede negli oroscopi; mentre Anita lavora come grafico e ha la passione per la politica. Le due donne si ritrovano a poco a poco a condividere la loro solitudine, a trovare un nuovo entusiasmo di vivere l’una nella presenza dell’altra.

I capitoli si susseguono come se si trattasse di un diario; i giorni della settimana scandiscono gli eventi narrati ora dall’una, ora dall’altra. La sofferenza di Florinda per essere stata ingannata dal “Borgh”, così come chiama il suo ex amante, si presenta come un lutto che deve essere lentamente elaborato e che, da un sentimento di apatia che l’ha in pratica svuotata, si trasforma in un modo più maturo e consapevole di concepire la vita.

Anita invece è riuscita a superare in maniera più decisa la fine della sua relazione “malata”, ed è consapevole di quanto sia difficile vivere “a metà”. Gli uomini descritti nella vicenda sono “meteore”, in fuga dalle loro emozioni e schiavi delle loro debolezze. Mentono e cercano di giustificarsi facendo appello al senso del dovere, ai figli piccoli che non capirebbero un loro eventuale nuovo legame sentimentale. In realtà, sono succubi delle convenzioni sociali e non abbandonerebbero mai la moglie. L’Amante perde sempre, e quando riesce a ritrovare un briciolo di lucidità, puntualmente pone fine al mortifero legame. Per una questione di sopravvivenza.

Senza dubbio, quello del tradimento è un tema coraggioso, trattato con la giusta leggerezza e senza giudizio morale. Esilaranti i dialoghi fra l’innamorata di turno, che si illude che il fedifrago l’ami, e il crudele disincanto che deriva dalle risposte delle amiche, “grillo parlante” della situazione. Da segnalare alcuni refusi all’interno dei testo e un’ironia che non deborda. D’altra parte è vero che quando capitano di queste disavventure, noi donne diventiamo acide e non riusciamo ad essere divertenti come Bridget Jones. Ci lasciamo prendere dalla noia e difficilmente viviamo avventure rocambolesche. Sarà per questo che le risate sono un po’ amare e rimangono sempre lì, a fior di labbra.

 Recensione a cura di Cristina Biolcati

CatturadLe autrici (Camilla Ghedini a sinistra, Brunella Benea a destra)

Camilla Ghedini (1973) è giornalista professionista, esercita in libera professione nel campo dell’informazione convenzionale e della comunicazione integrata. E’ al suo sesto libro.  Nel 2012, all’indomani del terremoto che ha piegato l’Emilia, ha fatto un appello alle case editrici italiane e ha raccolto 21.345 libri, da lei stessa contrassegnati con un timbro identificativo, suddivisi per generi ed età e consegnati a tendopoli, biblioteche, scuole, associazioni della regione. E in parte collocati in un modulo biblioteca-ambulatorio donato a Protezione Civile Emilia Romagna, riportante all’interno l’elenco di tutti (un centinaio) i donatori: da RCS Media Group a Condé Nast, da Feltrinelli a Sellerio, da STradE (sindacato traduttori editoriali) al Touring Club Juinior passando per delegazioni di Emergency e biblioteche universitarie. 

Brunella Benea (1962) è consulente esterna per l’impresa in associazioni di categoria. E’ stata assessore a Sicurezza, Ambiente e Pari opportunità del Comune di Bondeno dal 2001 al 2009, oltre che consigliere di circoscrizione a Ferra. Oggi è consigliere comunale nella cittadina matildica.

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