“Filo di Scozia – Storie di viaggi, cinema, amicizia” di Maurizio Barilli & Massimiliano Zerbini

In una neonata libreria di Parma, dal delizioso nome “Diari di bordo”, tutta dedicata al viaggiare, una sera ho incontrato, tra gli altri, lì per presentare il loro libro, Maurizio Barilli e Massimiliano Zerbini.

Il tempo che è passato tra il conoscerli e scambiare qualche parola sui loro viaggi e sul loro amore per la Scozia e il desiderio di comprare e leggere il libro lo potremmo valutare sui venti minuti. Buono vero?

Adorano la Scozia e l’hanno percorsa più volte prendendo appunti: scrivendo un diario; facendo fotografie; facendo riprese per un film (in preparazione). Adorano comunicare la loro passione e anche per questo hanno pubblicato FILO DI SCOZIA.

Una Guida Turistica? Sì, mi piace pensarla così.

Non amo le Lonely Planet (che peraltro loro citano e a cui hanno fatto riferimento) come non amo tante altre guide, pur riconoscendone la necessità ma, con questo libro, ce lo farei proprio un giro in Scozia!

Forse perché è così bella che non è difficile credere a quello che loro raccontano; forse perché si sente la strada fisicamente sotto i piedi mentre si legge; certo perché traspare la bellezza di un viaggio inseguendo un sogno (loro inseguono i luoghi di Braveheart): di fatto ci si innamora e si viene presi dal desiderio di partire subito, domani…oh sì, non sarebbe la stagione giusta, fa freddo, ma un’avventura è un’avventura…

Come il Topo d’acqua che, quando incontra il topo norvegese e vagabondo dagli occhi azzurri e l’aria impolverata (“Il vento nei salici” di Kenneth Grahame), viene rapito dal desiderio tremendo di partire anche lui verso il mondo, così, leggendo questo delizioso Diario anche noi veniamo presi dalla voglia di vivere un viaggio libero, allegro.

È un insieme di attimi, dicono gli autori; di tappe, di momenti vissuti, uno dopo l’altro fino a formare il Filo di Scozia. Ogni “attimo” coglie l’occasione di citare un film, di ricordare al lettore cose viste un tempo e forse distrattamente, di sfuggita: film famosi, recenti o meno, ma tutti importanti. I B&B citati sono un appunto prezioso; le cose da vedere e, soprattutto, come vengono selezionate stuzzicano la curiosità.

In tutto, il libro, racconta tre viaggi, in anni diversi, ma sempre con gli occhi ben aperti a catturare un sogno, già sognato o del tutto nuovo poco importa.

Inutile dire la mia commozione quando raccontano l’arrivo a Kirriemuir, paese natale di J. Barrie. Chi scrive, (appassionata dello scrittore e della sua opera tanto da aver tradotto e pubblicato con Nobel Libri L’UCCELLINO BIANCO, in cui per la prima volta compare Peter Pan) non c’è mai stata!

Ma ci andrò e porterò questo libro come guida: è una promessa.

Naturalmente bellissimo!

Recensione a cura di Luisa Pecchi

 

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