“I cento blasoni” di Carlo Vicenzi

Editore: Delos Digital Isbn-10: 8867755730 Isbn-13: 9788867755738 Pagine: 352 Formato: ebook

Editore: Delos Digital
Isbn-10: 8867755730
Isbn-13: 9788867755738
Pagine: 352
Formato: ebook

I Cento Blasoni è l’ultima fatica di Carlo Vicenzi, giovane autore emiliano molto prolifico e poliedrico. Ha già pubblicato per l’editore Dunwich lo steampunk Ultima. La città delle Contrade. Ha partecipato al progetto di scrittura collettiva The Tube e collabora con la rivista online Orgoglio Nerd.

Con I Cento Blasoni Vicenzi si dedica per la prima volta al Medieval Fantasy.  Edito dalla Delos Digital, il romanzo (al momento disponibile solo in ebook) ha conosciuto una prima pubblicazione seriale, in cui i capitoli iniziali venivano rilasciati a distanza di tempo l’uno dall’altro. Nell’edizione finale questi vennero poi accorpati insieme ai capitoli restanti.

Il titolo del romanzo si riferisce a una famigerata organizzazione di mercenari, ciascuno dei quali si è guadagnato un blasone distintivo diventando una sorta di leggenda vivente. Il giovane Syrik ne aveva sentito parlare dal padre, Kyron, un ufficiale di grado minore impegnato nella Grande Guerra che vide fronteggiarsi i regni di re Bertold VI e i territori della Repubblica. Kyron ebbe modo di incontrare sul campo alcuni dei membri dei Cento Blasoni, e durante le poche licenze che gli vanivano concesse era solito narrare al figlio le prodi gesta di quei formidabili guerrieri. L’intento del padre era di indorare le atrocità della guerra, ma ciò suscitò in Syrik il desiderio di seguirne le orme e arruolarsi nella prestigiosa compagnia di mercenari.

Quando la Grande Guerra terminò a seguito di un armistizio, il computo delle vittime era altissimo – tra cui figurava lo steso Kyron – e gli asti tra popolazioni appartenenti a fazioni divergenti permasero.

Syrik, che aveva lavorato come fabbro nella fucina dello zio, una volta maggiorenne decide di lasciare incudine e martello per forgiare qualcosa di più importante: il proprio destino. E’ giunto il momento di coronare il sogno nel cassetto. Ma le sue vedute si incrinano nel momento in cui mette piede nella Città dei Corvi, sede dei Cento Blasoni. Un ammasso di rovine fagocitate dalle erbacce su cui campeggia una fortezza. In cielo stuoli di corvi pattugliano l’area, aggravando l’atmosfera di infausta desolazione. Anche la romantica aspettativa sull’eroicità dei mercenari viene meno. Le storie sono una cosa, la cruda realtà è ben più amara.

Vicenzi imbastisce una trama movimentata caratterizzata da una continuing story dominante frammentata in capitoli autoconclusivi. Mi spiego meglio. Da quando Syrik viene ammesso nei Cento Blasoni, ogni capitolo vede un committente assoldare qualche mercenario da spedire in un luogo preciso dove risolvere un problema particolarmente gravoso. Syrik, per motivi vari, si ritroverà a far parte di ogni spedizione. Questo espediente consente all’autore di approfondire la conoscenza del lettore sui mercenari più rilevanti e sulle varie locations dell’ambientazione. Nel corso delle missioni prende forma una trama più sottile che, tassello dopo tassello, si disvelerà solo nell’ultimo capitolo.

Altrettanto sottilmente si assiste al mutamento di Syrik. Quando egli lascia la fucina dello zio è il classico ragazzo tutto sogni, convinto di avere il futuro in pugno. Fomentato dalle storie ascoltate dal padre muore dalla voglia di incontrare i leggendari mercenari e combattere al loro fianco. Ma le aspettative si ribaltano e gli uomini che credeva prodi guerrieri si rivelano spietati assassini senza alcun codice d’onore, il cui unico movente è il denaro del committente di turno. C’è da riconoscere loro un solido cameratismo, ma al di fuori della propria congrega nessuno merita di vivere se è il denaro a volerlo morto. Syrik, per via del suo carattere ingenuo e acerbo alla vita marziale, farà molta fatica a ritagliarsi la fiducia degli altri guerrieri. Egli dovrà intraprendere un processo di ambientazione arduo, che lo porterà a rivalutare i suoi principi e a cambiare la sua prospettiva sul mondo. Sacrificio e fallimenti saranno all’ordine del giorno e il cambiamento che subirà lo renderà un individuo nuovo, non proprio il paladino a cui ambiva da ragazzino. 

La prosa di Vicenzi è asciutta e accurata nel ritrarre ciascun momento con vivacità e precisione. Questa sua capacità spicca soprattutto durante i combattimenti, spettacolari nelle loro evoluzioni che risaltano le abilità dei guerrieri e della penna che ne detta l’azione.

Gli unici appunti che mi sento di muovere all’opera di Vicenzi riguardano alcuni refusi, concentrati soprattutto nella seconda metà del romanzo, e la struttura a capitoli autoconclusivi che, seppur vari per situazioni e ben congegnati, minano l’imprevedibilità della trama.

In sostanza I Cento Blasoni segue il filone tipico degli ultimi fantasy: linguaggio schietto, scene crude e cruente, magia e soprannaturale dosati, assenza delle classiche figure fantastiche quali elfi, nani e via dicendo.

Se amate questa tipologia di fantasy il romanzo di Vicenzi si rivelerà una bella sorpresa. Sicuramente è un autore da monitorare. Il talento c’è ed è tangibile.

Recensione a cura di Christian Lamberti

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