“Trecento secondi” di Patrizia Fortunati

Falco Editore, 2015 pp. 174 Brossura prezzi di copertina 15 euro Disponibile anche in ebook

Falco Editore, 2015
pp. 174
Brossura
prezzo di copertina 15 euro
Disponibile anche in ebook

TRECENTO SECONDI, edito da Falco Editore, è il secondo libro della autrice Patrizia Fortunati che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare recensendo il suo libro di esordio: MARMELLATA DI PRUGNE (Ali&No anno 2013). Nel primo romanzo l’autrice ha dato voce, attraverso il personaggio di Lyudmila, ai tanti bambini vittime del disastro di Cernobyl. Vicenda tristemente nota che  ha narrato filtrandola attraverso la propria esperienza personale.

L’attenzione di Patrizia Fortunati per tematiche sociali, che l’hanno portata anche a fare scelte professionali orientate in tal senso, ha ispirato anche questo secondo romanzo. Il tema è delicatissimo e quasi scomodo, forse per una perversa morale sociale (o malsano pudore) che rigetta l’idea che una donna, moglie e madre, possa diventare spietato carnefice di un uomo che è suo marito e, specialmente, padre dei suoi figli.

“Apparirà di certo strano che una donna racconti la storia che segue. Una storia così. Tanto più oggi che la cronaca si riempie quotidianamente di tragedie in cui le parti sono sempre le stesse. Eppure, a volte, accade che le parti si invertano. Accade. E’ accaduto. Solo che per queste storie non c’è spazio  nelle prime pagine. E spesso neanche nelle ultime. Eppure storie come questa accadono. Perché non si uccide solo con un coltello o con una pistola”

Solo un brevissimo cenno alla trama: Paolo e Francesca (nomi certamente scelti non a caso) sono due giovani ventenni che si innamorano e dopo circa un anno iniziano un concreto progetto di vita insieme sposandosi, avendo tre figli maschi, comprando casa, lavorando e facendo fronte alle svariate incombenze del loro quotidiano. Una apparente normalità che viene improvvisamente interrotta dalla assurda e premeditata decisione di Francesca di iniziare una guerra, a suon di ben trentasette denunce, nei confronti del marito. Il fine non solo quello di togliergli figli e casa, ma annientarlo come uomo e, specialmente, come padre accusandolo ingiustamente di aver molestato sessualmente i propri figli. Il perché di tale folle e perverso proposito  il vero “colpevole”  che il lettore cercherà di scoprire leggendo il racconto retrospettivo in prima persona del protagonista Paolo.

Questo romanzo è difficilmente inquadrabile in un ben definito genere letterario. Credo sia un grande pregio questo. Infatti ha quasi l’ossatura  di un psico-thriller, per la modalità in cui i fatti vengono sequenzialmente narrati e, specialmente, per il clima di angoscia, dolore quasi terrore che empaticamente investe il lettore fin dalle prime pagine. Sensazioni che vengono allentate nelle parti ricche di figure retoriche (metafore ed allegorie), sapientemente dosate e magistralmente usate per dare maggiore incisività alle fini analisi psico-sociologiche su grandi temi quali: famiglia, fede, giustizia, amore, genitorialità, destino, amicizia, malattia, senso della vita, perdono …Tra tutte la mia preferita è la quercia di Chiara: “ con la schiena appoggiata al fusto di una grande quercia che, con la sua imponenza e la sua resistenza, mi ha ricordato che le radici, se sono lunghe e profonde, possono resistere alle sferzate più violente delle bufere e all’arsura delle estati siccitose. Puoi ondeggiare, piegarti anche, ma quelle radici ti tengono saldamente ancorato al terreno. Al tuo passato, alla tua storia. A quello che sei stato. A quello che hai imparato, a quello che hai conosciuto, patito, goduto. A quello che, nonostante tutto, sei ancora”.

Notevole ed accurata la descrizione del disagio dei figli di Paolo e Francesca, che sono soldati della “vostra guerra” , ma specialmente vittime e portatori della, oggi poco nota e studiata, SINDROME DA ALIENAZIONE GENITORIALE (o PAS).

Alla fine mi sono chiesta chi sia il vero protagonista o il tema centrale di questo romanzo. Io credo sia il dolore che si può realmente definire “linfa di vita”.                                     “… verrà un giorno che farà meno male. Verrà un giorno in cui questo dolore non ti soffocherà più ogni respiro ed ogni pensiero. Ma perché accada, tu devi affrontarlo il tuo dolore. Devi passarci dentro — devi viverlo tutto… E devi credere, sempre, che arriverà un giorno in cui farà meno male. Quel giorno sarai pronto a perdonare. Per primo te stesso. E il perdono ti salverà dal tuo inferno”

Relativamente allo stile narrativo ho apprezzato la scelta di usare in modo ridondante, quasi asfissiante, brevi frasi/espressioni intercalate, che danno un tono greve (quasi una marcatura) all’evento narrato o allo stato d’animo descritto.

Un libro magnifico e dannatamente complesso da recensire per i tanti, troppi piani di lettura che offre. Ho cercato di sottolineare quelli che, personalmente, mi sono maggiormente piaciuti.

Altro motivo per il quale consiglio la lettura di questo libro è per il grande messaggio di speranza che contiene. Una speranza che passa necessariamente attraverso un percorso di consapevolezza che induce un radicale cambiamento: “forse è stata tutta questa sofferenza a generare altra sofferenza.Il dolore può rendere migliori o peggiori.Può renderci più consapevoli, più forti, più giusti. Oppure più deboli, più insensibili, più cattivi”

E’ stato splendido, dopo aver idealmente mangiato quella fetta di pane nero con marmellata di prugne che piaceva a Lyudmila, nuovamente assaporare la stessa marmellata in compagnia di Ennio e Candida nella loro tranquilla locanda sulle Alpi.

NOTA: Avrò l’onore di essere relatore alla presentazione del libro della scrittrice Patrizia Fortunati a Milano Bookcity domenica 25 ottobre 2015 alle ore 14.00. Qui dettagli evento!

Recensione a cura di Paola Etta

Annunci

Informazioni su Il libro del martedì

Il blog della pagina FB "Il libro del martedì"
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a “Trecento secondi” di Patrizia Fortunati

  1. Pingback: Anche il nostro Libro del Martedì a BOOKCITY Milano | Il Libro del Martedì

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...