Intervista ad Alessandro Manzetti

aless manzetti

Alessandro Manzetti (1968) è nato a Roma. E’ scrittore, traduttore ed editor.

E’ con grande orgoglio che il Libro del Martedì ha il piacere di ospitare per un’intervista Alessandro Manzetti, il primo autore italiano ad aggiudicarsi il Bram Stoker Awards (il più importante premio letterario internazionale per autori dell’orrore), conseguito il 14 Maggio fa presso il Flamingo Hotel di Las Vegas. La sua raccolta di poesie dark Eden Underground gli è valsa il titolo per la categoria Poetry Collection.

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Lasciamo che sia Manzetti, nel corso dell’intervista, a dirci di più riguardo la sua esaltante esperienza e la sua prolifica carriera che lo vede impegnato su più fronti nell’ambito della letteratura di genere.

Innanzitutto complimenti Alessandro. Questa tua vittoria fa onore alla letteratura italiana che grazie a te ha guadagnato un nuovo, importantissimo traguardo. In merito alla tua trasferta a Las Vegas per la cerimonia di premiazione, quali emozioni ti hanno accompagnato in quei giorni? Eri ottimista per la vittoria? Quali momenti, oltre la premiazione, sono stati particolarmente significativi?

Ti ringrazio. Prima della premiazione ero molto sereno, rilassato, non mi aspettavo di vincere e avevo già provato lo scorso anno, alla World Horror Convention ad Atlanta, l’emozione di ricevere una nomination per questo premio. Poi quando ho sentito il mio nome, l’emozione mi ha stretto la gola per un momento, ho guadagnato il palco senza fiato e, una volta davanti a quell’incredibile platea, con in mano il premio e un microfono davanti, la felicità e l’orgoglio per il mio Paese, per la prima volta vincitore, si sono rivelati appieno. A parte la premiazione, un altro momento indimenticabile di quella magica serata l’ho vissuto al party successivo alla cerimonia, sulla terrazza dell’Hotel Flamingo di Las Vegas, dove fino a notte tarda ho festeggiato insieme a tanti cari amici scrittori, da ogni parte del mondo, che hanno condiviso questa affermazione con grandissimo affetto nei miei confronti.

Eden Underground è l’opera che ti è valsa il prestigioso riconoscimento. Qual è stata la sua genesi e che messaggi veicolano le poesie che la compongono?

Eden Underground racconta, in modo surreale e con tinte dark, la solitudine umana che a volte sfocia nella psicosi, nella follia, nella perversione. Quando la vita diventa un vero e proprio Inferno, quando ci si sente fuori dall’ordine delle cose, sociale e umano, quando ci si sente parte di uno scuro ghetto, prigionieri di se stessi, accade che qualcuno preferisca inventarsi una vita parallela, malvagia, un vero e proprio Eden immaginario a proprio uso e consumo. Un paradiso artificioso che per vivere e mantenersi miete vittime di diverso tipo, assecondando le più svariate necessità e pulsioni, perché ognuno ha il proprio, di Eden malvagio, nei bassifondi della propria anima. Aprire certe porte, significa scatenare qualcosa che non possiamo più fermare. La cronaca nera ogni giorno ci racconta cose simili, improvvisi Inferni che divorano persone. Eden Underground racconta queste storie, ma da dentro, da dove nascono, dal cuore stesso della deformazione, dell’enormità del male.

Dopo aver metabolizzato questa straordinaria vittoria, come ci si sente ad essere nell’Olimpo degli scrittori di genere? Quali nuovi propositi ti sei prefissato?

Metabolizzare una cosa del genere non è facile, per il genere horror e dark il Bram Stoker Award è considerato un punto di arrivo. Sono ancora preso dalla magia di quella serata a Las Vegas, ma comincio a pensare che sia accaduto davvero, e dunque devo necessariamente prepararmi per nuove sfide; visto il livello di questo premio, che è già il massimo raggiungibile, il mio proposito ora non può essere altro che quello di tentare di vincerlo nuovamente, un giorno, o almeno di poter competere con i migliori nei prossimi anni. Dopo l’impresa, arrivano subito nuove sfide, sempre più difficili. Così è la vita, e cercherò di meritarmi ancora qualche momento magico, in futuro. Ho già pronto un nuovo libro di poesie in lingua inglese, in uscita a Giugno, dal titolo Sacrificial Nights, scritto a quattro mani con uno dei più grandi interpreti della poesia dark internazionale, l’amico Bruce Boston. Ci abbiamo lavorato duramente per diversi mesi. Vedremo dove mi porterà questa nuova avventura.

Oltre le poesie, sei autore di romanzi e racconti, sempre di genere horror e weird. Come è nata la tua passione per questo tipo di letteratura?

La passione per la letteratura ‘dark’ è antica e radicata dentro di me, fin dalle prime letture da adolescente, quando a quindici anni mi è capitata tra le mani la prima raccolta di racconti di H.P. Locevraft, che mi ha spalancato un mondo intero. Ho letto voracemente tutti i classici del genere, fino ai grandi interpreti della narrativa horror moderna e contemporanea, lasciandomi sedurre dalle ombre taglienti di grandi maestri come Richard Laymon, Jack Ketchum, Edward Lee, Poppy Z. Brite, Ramsey Campbell e tanti altri creatori di incredibili storie, di grande fascino. Tutt’ora leggo moltissime opere, e seguo con attenzione tutte le nuove proposte di genere. Ci sono cose meravigliose da scoprire, peccato che una vita sia troppo poca per così tante belle storie.

Hai una preferenza tra poesia e prosa? Ciascuna delle due forme quali aspetti della narrativa ti permette di esprimere al meglio?

Non ho preferenze, scrivo e mi esprimo senza problemi sia in poesia che in prosa, sono due modi diversi di raccontare storie, di comunicare, ma a quanto pare il mio cervello riesce ad adattarsi ai due ‘media letterari’ senza fatica. Chiaramente dedico molto più tempo alla prosa rispetto alla poesia, visti gli impegni editoriali e le esigenze di mercato. Ma lavorare in poesia sicuramente mi sfinisce più rapidamente, è come tirar fuori un super-concentrato di se stessi, un liquor essenziale, il tutto e niente in un momento, anziché lasciare versare la propria immaginazione sulle pagine un poco per volta, con ritmi meno ossessivi, come accade con i racconti e con i romanzi. La poesia è un prelievo troppo generoso a volte, può prosciugarti e non bisogna abusarne.

Per alcune pubblicazioni utilizzi lo pseudonimo Caleb Battiago. Chi è costui rispetto ad Alessandro Manzetti?

Siamo la stessa persona, sul mercato Italiano uso lo pseudonimo di Battiago, fin dall’inizio, mentre sul mercato Internazionale, per le opere in lingua inglese, uso il mio vero nome, in quanto già abbastanza conosciuto. Spero di poter firmare presto anche le mie opere in inglese come Caleb Battiago, ormai all’estero stanno iniziando a prendere confidenza col mio alter ego, la cui genesi nasce da lontano. Non amo usare il mio nome, per motivi strettamente personali e connessi alle mie vicende, questo è il motivo per cui esiste Battiago, un tipo che a volte sembra essere più duro di me. Ma ormai stiamo mescolandoci sempre più.

Il tuo lavoro abbraccia anche i ruoli di editor e traduttore. Nell’Agosto del 2015 hai fondato la casa editrice Indipendent Legions Publishing, specializzata in narrativa horror/splatterpunk di cui vengono pubblicate le migliori penne internazionali, la gran parte inedite in Italia. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo nuovo progetto? Come reputi il mercato editoriale italiano nei confronti di questo tipo di narrativa?

Independent Legions è semplicemente la casa editrice che sognavo come lettore, fortemente specializzata nel genere horror, in grado di pubblicare i grandi maestri internazionali dello splatterpunk, purtroppo abbandonati dai grandi e medi editori. Qualche anno fa, come altri appassionati, ero confortato dalle proposte di Gargoyle Books, oggi realtà molto diversa, e dunque ho voluto fare qualcosa di simile ma con ancora maggiore specializzazione, scegliendo proprio lo splatterpunk e gli anni ’80 e ’90, periodo aureo del genere, come riferimenti principali nella scelta delle opere. Altra fondamentale differenza è il fatto che Independent Legions pubblica anche opere di maestri anglosassoni direttamente in lingua originale, dunque ponendosi come una casa editrice di taglio internazionale. Il mercato Italiano nei confronti del genere horror è impreparato e non offre proposte soddisfacenti; manca la specializzazione, prima di tutto, visto che il ‘grande horror’ a cui faccio riferimento è in lingua inglese e bisogna saper fare scouting sui mercati esteri, e poi il mercato tira poco, la richiesta è bassa, a parte gli irriducibili appassionati, e questa è la diretta conseguenza di ciò che è stato proposto finora dagli editori Italiani, con rarissime eccezioni. Tutt’altro scenario è quello del mercato Internazionale, specie negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove il genere gode di buonissima salute, per fortuna.

Quali sono i punti di forza del genere horror/splatterpunk? Il fatto che in esso la realtà sprofondi in un truculento baratro di sangue e violenza lo ritieni un espediente narrativo d’impatto, oppure sottintende chiavi di lettura delle dinamiche umane più realistiche di quanto si pensi?

Il genere horror, più di altri, è una fantastica metafora delle umane vicende; le opere di livello sanno arrivare al cuore del lettore con precisione chirurgica. I grandi maestri scrivono tanto tra le righe, e raccontano in modo originale le dinamiche umane, cose che ci appartengono, assolutamente non estranee al nostro quotidiano o al mondo che viviamo, come invece potrebbe apparire fermandosi a una lettura di soglia, che non sa superare la barriera immaginaria del soprannaturale, dei mostri, di realtà apparentemente surreali e parallele. Spesso questo mancato ‘superamento’, il non saper leggere tra le righe, è colpa degli scrittori, tra cui molti italiani, sicuramente mal consigliati dagli editori, che ritengono l’horror mero intrattenimento, una proposta da trattare come narrativa di serie B, in cui tutti possono cimentarsi, incapace di ergersi a genere letterario di tutto rispetto. Leggete i grandi maestri, scoprirete opere di caratura letteraria insospettabile, non lasciatevi gettare il fumo negli occhi da brutte caricature di film da quattro soldi che ci hanno propinato, e che oggi, purtroppo, hanno creato uno stereotipo magro e negativo del genere, contribuendo ad allontanare il potenziale lettore da un libro horror, come se non gli potesse appartenere.

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

Come ti ho anticipato poco fa, per quanto riguarda la poesia a Giugno uscirà la nuova raccolta, in lingua Inglese, Sacrificial Nights, scritta a quattro mani con Bruce Boston. Ma a Settembre partirà una nuova collaborazione, sempre a quattro mani, con un altro grande interprete della poesia dark internazionale, Marge Simon, pluri-vincitrice del Bram Stoker Award. Ma quest’opera vedrà la luce nel 2017, per un editore americano che ha già fissato la data di uscita. Per quanto riguarda la prosa, a Luglio è in uscita una mia novella inedita, che sarà pubblicata, in Italiano, insieme a una novella di Richard Laymon. Non posso dire di più per non bruciare la notizia all’Editore. Questa stessa novella sarà poi pubblicata anche in inglese a Novembre da un Editore americano. Il titolo della novella posso confidartelo: Pacific Trash Vortex. Oltre a questi progetti come autore, sto lavorando alla traduzione del romanzo L’Isola di Richard Laymon, che sarà pubblicato dalla mia casa editrice a Luglio, insieme ad altri romanzi che stanno traducendo miei collaboratori, e a un’antologia in lingua inglese che sto curando, dal titolo The Beauty of Death, che comprenderà racconti di cica 40 autori, tra cui le migliori firme dell’horror internazionale, escluso Stephen King, insieme ad alcune proposte di autori Italiani. Tornando all’attività autoriale, dopo la vittoria al Bram Stoker Award sono arrivate molte nuove proposte, sia da editori Italiani che statunitensi, ma prima di imbarcarmi in nuove avventure dovrò prima prendermi cura dei tanti impegni già presi. Sicuramente, tra i nuovi progetti che porterò avanti, fatta eccezione per la mia attività come Editore che correrà su più binari, molti di questi saranno dedicati al mercato di lingua inglese.

Grazie per la disponibilità, Alessandro. Ancora i migliori auguri per la vittoria da parte della nostra redazione.

Grazie ancora di questo spazio, un caro saluto a tutti voi e ai lettori di horror!

Intervista a cura di Christian Lamberti

 

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